
Quando si parla di Inquisizione, l’immaginario collettivo corre subito ai tribunali religiosi, alle torture, alla caccia agli eretici. Eppure, fermarsi a questi aspetti, rischia di oscurare il significato che questa istituzione ha avuto nella storia della Chiesa.
A ricordarlo fu anche l'allora cardinale Joseph Ratzinger, il quale alla domanda, posta all’improvviso da un giornalista, su come fosse possibile conciliare l’amore cristiano con l’Inquisizione, rispose così:
“L’amore è sempre legato alla verità.
E se si separa l’amore dalla verità, non è più amore, ma è una caricatura dell’amore.
Per esempio: se abbiamo un drogato, l’amore non è confermarlo nella droga, aiutarlo ad avere la droga… Il vero amore è liberarlo, anche se si oppone.
E così, io direi: il vero amore è aiutare uno a trovare la vera strada.
E così anche il lavoro — diciamo, non dell’Inquisizione, ma di una Congregazione impegnata per la Dottrina della Fede — è quello di aiutare a rimanere sulla strada del Vangelo. E quindi è un servizio di amore.
Ma pure il fatto che, in tutta questa umanità della nostra storia, la Chiesa è sempre rimasta viva, nonostante le debolezze degli uomini, è anche un segno che è la vera Chiesa.
Ma il punto centrale è questo: verità e amore sono collegate. E un amore che lascia l’altro solo, nell’arbitrarietà, è una caricatura dell’amore, io direi”.
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