Inquisizione e amore, la strana coppia spiegata da Joseph Ratzinger

di Sara Maddaloni, 16 maggio 2025

Quando si parla di Inquisizione, l’immaginario collettivo corre subito ai tribunali religiosi, alle torture, alla caccia agli eretici. Eppure, fermarsi a questi aspetti, rischia di oscurare il significato che questa istituzione ha avuto nella storia della Chiesa.

A ricordarlo fu anche l'allora cardinale Joseph Ratzinger, il quale alla domanda, posta all’improvviso da un giornalista, su come fosse possibile conciliare l’amore cristiano con l’Inquisizionerispose così:

“L’amore è sempre legato alla verità.
E se si separa l’amore dalla verità, non è più amore, ma è una caricatura dell’amore.

Per esempio: se abbiamo un drogato, l’amore non è confermarlo nella droga,  aiutarlo ad avere la droga… Il vero amore è liberarlo, anche se si oppone.
E così, io direi: il vero amore è aiutare uno a trovare la vera strada.

E così anche il lavoro — diciamo, non dell’Inquisizione, ma di una Congregazione impegnata per la Dottrina della Fede — è quello di aiutare a rimanere sulla strada del Vangelo. E quindi è un servizio di amore.

Ma pure il fatto che, in tutta questa umanità della nostra storia, la Chiesa è sempre rimasta viva, nonostante le debolezze degli uomini, è anche un segno che è la vera Chiesa.

Ma il punto centrale è questo: verità e amore sono collegate. E un amore che lascia l’altro solo, nell’arbitrarietà, è una caricatura dell’amore, io direi”.

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