di Giulio Meazzini, Cittànuova, 25 luglio 2008
Per saperne di più sull'argomento trattato nell'intervista consultare il sito
Se volete un esperto di nuove tecnologie capace di parlare con i ragazzi e con i tecnici delle scuole, allora Michele Crudele è l'uomo che fa per voi. Consulente del Moige (Movimento italiano genitori) è impegnato in prima persona per la sicurezza dei giovani su Internet e il loro inserimento nel mondo del lavoro. Con lui cerchiamo di entrare in questo mondo della Rete che, a torto o a ragione, tanta paura incute in larga parte dei genitori.
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Alcuni brani dell’intervista a Ettore Bernabei di Luigi Amicone, Tempi 28 luglio 2008
(…) “Nessuna altra forma di comunicazione, di socializzazione, di informazione e di acculturamento è così quotidiana, prolungata ed efficace come quella televisiva. È inutile che si sbraccino questi che hanno investito in internet e che fanno sapere che ora la gente andrà tutta in rete. Stupidaggini. Staremo davanti a uno schermo domestico ancora per molto tempo, perché la tv è il mezzo più comodo e di più facile accesso”.
Il 97 per cento degli italiani vede mediamente tre ore di televisione al giorno. Dicono che gli ingredienti che tengono “agganciati” i telespettatori siano il sesso e la violenza. È davvero così?
Di fatto la tv è diventata una comunicazione pubblicitaria inframmezzata da intrattenimenti...
Documentazione.info
Le vacanze di Natale sono un periodo tradizionalmente dedicato al cinema, con proposte di ogni genere per tutti i tipi di pubblico. È così l’occasione di segnalare un sito di recensioni di film ideato da appassionati e destinato alle famiglie, in particolare a quei genitori che sentono la responsabilità di proporre ai figli spettacoli di qualità.
Familycinematv.it è un giornale elettronico edito a cadenza settimanale che illustra l’offerta di film nelle sale, in home-video ed in televisione con una specifica attenzione al messaggio che in modo palese o sublimato, viene trasmesso dall'opera.
Per ogni film vengono quindi espressi due giudizi: una sulla qualità artistica e uno sui valori/disvalori...
di Antonio Dipollina, Repubblica.it 20 settembre 2006
MILANO - Cento, o duecento, indizi fanno una prova? Tutti riuniti intorno al simulacro dell´Auditel, ieri quelli che si occupano di tv non volevano crederci. In teoria era appena passata la serata più tonitruante dell´avvio di stagione. Canale 5 aveva lanciato il Circus sotto forma di reality, RaiUno aveva buttato nella mischia la prima serata di Miss Italia (l´anno scorso, un successone). Il giorno dopo, la desolazione, per tutti. Il Circus era andato intorno al 17 per cento, le Miss al 21. Poco, pochissimo. Cantare la vittoria di uno sull´altro, a questo punto, è patetico. Dove sono andati tutti?
Siccome si ragiona in percentuale, e il totale fa sempre 100, va detto che il pubblico tutto sommato c´è. Il fatto è che, per ora, rifiuta molto più di...
di Marina Rossi, Corriere della sera 24 aprile 2007
WASHINGTON – Se il successo di un certo tipo di contenuto fosse determinato dalla rispettiva aura mediatica, allora si potrebbe pensare che il web – in particolare quella parte della rete fatta di comunità, applicazioni sociali e mondi virtuali – stia dominando la navigazione quotidiana di milioni di individui. La rete è quindi sempre più popolata, ma soprattutto vissuta, e si sta lentamente spogliando di alcuni stereotipi che la accompagnano fin dai primi tempi. Non è un caso che sia proprio la Fox Interactive ad aver commissionato uno studio sui contenuti in rete, da cui emerge che il porno sta perdendo il primato in favore dei social network.
Persone e mercato
L'obiettivo della ricerca in realtà va ben...
Il Messaggero.it 24 luglio 2007
Roma - «Alla pervasività della televisione non corrisponde la sua qualità, ch’è andata sempre più scadendo». Il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), Corrado Calabrò, nella relazione al Parlamento, denuncia il basso livello della tv italiana.
Lo scadimento dei programmi trasmessi sulle televisioni italiane, dice Calabrò nella relazione è dovuto al «presupposto - falso se guardiamo al di là dell’effimero - che quanto più si abbassa il livello di una trasmissione tanto più sia allarga il target dei telespettatori: ed è all’audience, e all’audience soltanto che guardano i pubblicitari (e i bambini se ne stanno per ore sul divano a guardare la televisione bevendo bibite dolci e sgranocchiando merendine, patate, biscotti,...
Repubblica.it, 28 ottobre 2007
MILANO - Guardare la televisione provoca ansia: lo sostiene uno studio promosso da Meta Comunicazione e realizzato in collaborazione con un pool di 60 psicologi e psicoterapeuti. Sotto accusa toni concitati, annunciatori che sembrano lanciare allarmi bomba, termini super allarmistici. Lo studio ha analizzato, per un periodo di 4 settimane, i contenuti, i toni e il lessico utilizzato in diverse tipologie di trasmissioni.
La scelta dei temi
Il primo degli elementi sotto accusa è costituito dai temi trattati, che rappresentano la causa più evidente dell'ansia e dello stress che sempre di più si associano al piccolo schermo, come sottolinea il 63% degli intervistati. Scandali, efferati delitti, accuse e litigi...
The Economist, 3 marzo 2007
Gli elementi erotici distraggono lo spettatore dal prodotto
Sexual allure is often hinted as being the prize for buying this or that. Yet advertising wares during commercial breaks in programmes with an erotic theme can be tricky: the minds of viewers tend to be preoccupied with what they have just seen and the advertisement is ignored. New research now suggests that even if the commercial is made sexually enticing, people still fail to remember it.
Una ricerca per stabilire se la pubblicità erotica funziona veramente
Professor Adrian Furnham [UCL Psychology] devised an experiment to test three ideas. The first was to confirm that men and women alike would struggle to...
documentazione.info
Offriamo alcuni consigli su come scrivere lettere ai giornali per essere pubblicati. Tali lettere, anche se non pubblicate, vengono prese in considerazione ed evidenziano comunque un punto di vista rappresentivo dell'opinione pubblica. Sicuramente il materiale offerto da documentazione.info potrà stimolarti ad intervenire in diverse occasioni.
RISPETTOSA
Anche se chi scrive è indignato, le persone a cui si rivolge sono indaffarate, probabilmente non direttamente responsabili dell’opinione in discussione, stanno esercitando il loro lavoro professionale, e così via… Non va messo il direttore in condizione di dover difendere un suo giornalista. E’ giusto, malgrado tutto,...
Avvenire, 21 ottobre 2006
Troppi bimbi lasciati soli in rete. È quanto emerge da un'indagine Swg, la prima a livello nazionale, sull'uso della rete da parte dei minori. Dall'indagine, condotta su un campione di 5mila genitori e docenti, emerge che il 40% dei genitori non si preoccupa dei rischi del web, nonostante quasi tutti navighino abitualmente su internet, e che un bimbo su quattro naviga senza controlli.
Nel 25 per cento dei casi il computer è nella stanza dei ragazzi e il 28 per cento delle famiglie non ha caricato sul pc software di “parental control” per bloccare l’accesso a siti inadatti ai ragazzi.
Ma i bimbi navigano eccome: il 43 per cento tutti i giorni, il 25 per cento due o tre volte la settimana, per cercare informazioni, scambiare mail, scaricare musica e...