di Vittorio Messori, Corriere della sera, 31 gennaio 2007
Sostengo da tempo che i cattolici, ridotti ormai a minoranza (almeno sul piano culturale) dovrebbero seguire l’esempio di un’altra minoranza, quella ebraica . Dovrebbero, cioè, creare anch’essi un’Anti Defamation League che intervenga sui media a ristabilire le verità storiche deformate, senza peraltro pretendere alcuna censura o privilegio , bensì soltanto la possibilità di rettifiche basate sui dati esatti e sui documenti autentici.
La lotta ai catari fu la lotta contro l’oscurantismo
Prendiamo, ad esempio, quei Càtari (Albigesi, in Francia) di moda anche perché hanno gran parte nel Codice da Vinci e che si vorrebbero rivalutare, dimenticando che erano seguaci di una cupa, feroce, ...
di Vittorio Messori, da Le cose della vita, San Paolo, Milano 1995
Da buon spagnolo, Pablo Ruiz Biasco y Picasso amava le corride. Fu, dunque, sconvolto dalla tragica morte di un suo beniamino, il famoso torero Joselito. Per celebrarne la memoria, mise in cantiere un’enorme tela di 8 metri per 3 e mezzo, che gremì di figure tragicamente atteggiate, a colori luttuosi. Finita che l’ebbe, la chiamò En muerte del torero Joselito.
Il quadro cambia titolo
Correva però il 1937, in Spagna infuriava la guerra civile e il governo anarco-socialcomunista si rivolse a Picasso per avere da lui un quadro per il padiglione repubblicano all’Esposizione Universale in programma a Parigi per l’anno dopo
Il Picasso (che diventerà, non a caso, uno degli artisti più...
di Vittorio Messori [Da Pensare la storia, San Paolo, Milano 1992]
Per alcuni è ancora una tradizione passare a Caprera la prima domenica di giugno, giorno in cui si celebra la festa della Repubblica. Caprera, si sa, vuoi dire Garibaldi: per un giorno, nei quindici chilometri quadrati di quell’isola, si medita su colui che qualcuno ancora chiama "l’Eroe dei Due Mondi".
Eroe dei Due Milioni
In realtà, la polemica cattolica aveva storpiato quel nome, trasformandolo in "Eroe dei Due Milioni", alludendo alla pingue rendita assegnatagli dallo Stato italiano. Non mancarono, in effetti, polemiche sulla "povertà" di colui che (stando a quanto si leggeva nei libri edificanti) "donò un Regno ai Savoia senza nulla chiedere per sé". Ma, proprio adesso, nuove ricerche, con...
di Vittorio Messori, Corriere della Sera del 09/07/2003
Quando tutti sono via, quando le città sono vuote, a chi - e dove - mandare cartoline e consegnare pacchi con nastri e fiocchetti? Non sono i vescovi stessi a tuonare contro quella sorta di orgia consumistica cui sono ridotti i nostri Natali? E allora, spiazziamo i commercianti, spostiamo tutto a Ferragosto. La cosa, osservavo, non sembra impossibile: in effetti, non fu la necessità storica, fu la Chiesa a scegliere il 25 dicembre per contrastare e sostituire le feste pagane nei giorni del solstizio d’inverno.
La scoperta: Gesù è nato proprio il 25 dicembre
La nascita del Cristo al posto della rinascita del Sol invictus. All’inizio, dunque, ci fu una decisione pastorale che può essere mutata,...
articoli di Andrea Tornielli, Il Giornale 17.1208 e di Giovanni Sale, La Civiltà Cattolica 2008 e 2002
Leggi razziali e Chiesa
tratto da un articolo di Andrea Tornielli, Il Giornale 17.12.08
La questione è complessa, densa di sfumature. Pio XI non è rimasto in silenzio, ma ha parlato pubblicamente contro il «Manifesto della razza». Il 15 luglio 1938, il giorno dopo la pubblicazione, durante un’udienza a delle suore, Papa Ratti dice: «Oggi stesso siamo venuti a sapere qualcosa di molto grave: si tratta, ora, di una vera apostasia». E aggiunge parole contro «quel nazionalismo esagerato, che ostacola la salvezza delle anime, che innalza barriere tra i popoli». Il 21 luglio, ricevendo in udienza gli assistenti ecclesiastici di Azione...
sito kreuz.net
In questa tabella vengono messi a confronto due dati: a sinistra la percentuale di consensi al partito nazionalsocialista nel 1933, l'anno in cui andò al potere, a destra la percentuale di cattolici nell'anno 1932.
I toni chiari indicano valori bassi, i toni neri indicano valori alti.
1933: consensi al partito nazionalsocialista | Percentuale di cattolici nella Germania del 1932 |
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di Antonio Socci, Il Sabato, 28 aprile 1990
Ecco come il napoletano Giovanni Romeo e il danese Gustav Henningsen con due libri recenti, hanno capovolto uno dei luoghi comuni della storia europea.
Nascita della leggenda nera
«Preferivo (...) essere consegnato ai selvaggi e mangiato vivo piuttosto che cadere negli artigli spietati dei preti ed essere trascinato davanti all'Inquisizione». E' una paginetta di Robinson Crusoe di Daniel Defoe, che fu il breviario della borghesia britannica ed europea. Una borghesia rapace, lanciata nella conquista coloniale, nella riesumazione del più feroce schiavismo e nella pratica sistematica del genocidio: dall'India alle praterie dei pellerossa americani, agli indigeni australiani. Ma che nei suoi...
di Thomas F. Madden, tratto da: Crisis Magazine, vol. 20 n. 4 - aprile 2002
Le crociate sono ormai un prototipo di orrore della storia
Gli equivoci sulle Crociate sono fin troppo comuni. Vengono ritratte come una serie di guerre sante contro l'Islam, generalmente lanciate da papi assetati di potere e condotte da fanatici religiosi. Si pensa che siano state il culmine dell'ipocrisia e dell'intolleranza, una macchia nera sulla storia della Chiesa cattolica in particolare e della civiltà occidentale in generale. Razza di proto-imperialisti, i crociati aggredirono un Medio Oriente pacato e deformarono una cultura musulmana illuminata, lasciando solo rovine. Per trovare variazioni su questo tema non c'è bisogno di guardare troppo lontano. Si veda, per esempio, il famoso poema epico in...
di Mario Gargantini, Tempi, 19 luglio 2005
Se osservate le statue che ornano il portale destro della facciata della cattedrale di Chartres, noterete due personaggi chini sotto il peso di due figure slanciate sovrastanti: sono Aristotele che regge sulle sue spalle la Logica e Pitagora che sostiene la Musica. L'idea è stata probabilmente suggerita allo scultore da uno dei maestri della scuola fiorita proprio a ridosso della cattedrale nel XII secolo, il cosmologo Bernardo di Chartres che così scriveva: «Siamo come nani sulle spalle di giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non per l'acutezza della nostra vista, ma perchè sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti». La frase esprime una consapevolezza diffusa tra gli studiosi medievali, soprattutto tra quelli delle scuole...
di Giuliano Ferrara, Il Foglio, 19 dicembre 2007
Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all'Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell'amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell’asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486.
Questi esseri umani ai quali procuriamo lo morte legale hanno ciascuno...