di Eugenia Roccella, Avvenire 31 ottobre 2007
Sono in maggioranza italiane, e più istruite delle media, le donne che scelgono la Ru486.
Lo sottolinea con soddisfazione l’assessorato alla Sanità dell’Emilia Romagna, presentando la relazione annuale sull’aborto. Come a dire: chi sceglie la pillola abortiva non è una poveretta qualsiasi, magari straniera, magari munita di una semplice licenza elementare, ma una persona informata, che vuole per sé il meglio che c’è sul mercato.
Bisognerebbe però aggiungere che questa convinzione è frutto di una intensa e spregiudicata campagna propagandistica a favore dell’aborto chimico. Sul Corriere e su Repubblica nessuno ha mai raccontato di Holly Patterson, la diciottenne californiana uccisa dalla 'kill pill' (è da allora che negli Usa la pillola viene...
Giulio Nascimbeni, Corriere della Sera, 8/5/81
Non parlo volentieri di questo problema dell'aborto mi dice. Gli chiedo perché.
È un problema molto difficile, è il classico problema nel quale ci si trova di fronte a un conflitto di diritti e di doveri.
Quali diritti e quali doveri sono in conflitto?
Innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. E' lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell'aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all'aborto.
Lei parlava di diritti, non di un solo diritto...
Da Zadig News - Agenzia di giornalismo scientifico - agosto 2005.
fonte: Wolf S M. Assessing Physician Compliance With the Rules for Euthanasia and Assisted Suicide. Arch Intern Med 2005; 165:1677.
L'Olanda, primo paese al mondo, dal 2002 si è dotato di una legge che norma le procedure per condurre l'eutanasia su malati terminali. In Europa solo il Belgio ha seguito l'Olanda. Negli Stati Uniti l'Oregon ha emanato una legge che legalizza l'eutanasia ma deve ancora essere vagliata dalla Corte suprema, con la possibilità che sia rigettata.
Sui Paesi bassi sono quindi puntati i riflettori di chi vuol capire la reale portata di una legge simile e contrari e favorevoli sono in cerca di dati che confermino la propria posizione. In particolare il dibattito si è...
By Carolyn Moynihan, Mercatornet
06 October 2006
«Non tirate fuori dal grembo un feto sorridente!»
Newspapers are full of sensational headlines, but the London Daily Telegraph's "Don't tear a smiling foetus from the womb" this week was truly extraordinary. For one thing, it wasn't the work of a tabloid editor but of someone in the mainstream -- albeit conservative -- British press. For another, it was not a quote from what the press in general likes to call an "anti-abortionist" but from an opinion piece by Britain's foremost authority on foetal ultrasound scanning, Professor Stuart Campbell.
Ridurre il limite di tempo per l’aborto da 24 a 18 settimane
If there were a...
Zenit, 16 ottobre 2006
Il rapporto del ministro
Lunedì 9 ottobre il Ministro della Sanità Livia Turco ha presentato il bilancio 2005 della legge 194 che regola l’interruzione di gravidanza.
Secondo i dati riportati, sono stati quasi 130 mila gli aborti legali nel 2005, più quelli clandestini stimati intorno ai 20 mila (per il 90% al Sud). Molto alto il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza tra le immigrate, più del 27% del totale, oltre uno ogni quattro.
Il Ministro ha riconosciuto che eventuali “colloqui con le madri salverebbero il 5% delle vite, ma i consultori sono carenti d’organico”.
Commenti delle...
di Carlo Bellieni, Avvenire 4.8.08
Il Parlamento Europeo ha votato ieri a grande maggioranza (622 sì, 32 no e 25 astenuti) una risoluzione che chiede di vietare la clonazione di animali a scopi alimentari. I motivi sono quelli autorevolmente sollevati diverse volte dalla comunità scientifica: gli animali clonati stanno male; e non sappiamo se mangiarli sia privo di effetti nocivi. Dunque, doveroso cautelarsi per tutelare la salute delle persone.
Ci congratuliamo per la posizione assunta in modo pressoché unanime dall’assemblea di Strasburgo, ma al tempo stesso è difficile non chiedersi perché tanta attenzione non si gioca anche nel campo della clonazione umana. Già: l’Europa che vieta i cibi Ogm e gli animali clonati, la stessa Europa che lascia clonare gli embrioni umani...
di padre John Flynn, Zenit 1° marzo 2009
La recente notizia della nascita di otto gemelli negli Stati Uniti ha sollevato preoccupazioni sulle modalità di utilizzo delle tecniche di fecondazione in vitro.
Il 26 gennaio, Nadya Suleman, single, disoccupata e già madre di 6 figli, ha dato alla luce dei gemellini, 6 maschi e 2 femmine, come riferito dal Washington Post il 4 febbraio. La notizia ha suscitato ampie critiche per la carenza di regolamentazione delle strutture sanitarie che effettuano fecondazione in vitro (FIV).
“Abbiamo sostanzialmente un mercato senza regolamentazione, avallato da una normativa vigente inadeguata negli Stati Uniti”, ha affermato al Washington Post, David C. Magnus, direttore dello Stanford Center for Biomedical Ethics.
Quasi un terzo dei bambini...
di Laura Borselli, www.tempi.it, 16.3.09
Cosa sono le staminali
Un goloso di dolci in una pasticceria piena di leccornie. Un paragone calorico è forse ardito ma adatto a descrivere come si deve sentire uno studioso di cellule al cospetto delle staminali. Veri e propri mattoni dei tessuti degli organi umani, indifferenziate all’origine, esse sono in grado, quando si riproducono, di trasformarsi nelle numerosissime varietà cellulari di una persona adulta. Nel corso del tempo il loro ruolo resta quello di costituire materia prima pronta a rimpiazzare tessuti rovinati (per traumi o per degenerazioni) nelle varie parti del corpo. Una sorta di pronto soccorso cellulare, che si attiva quando l’organismo segnala la necessità di un intervento. E allora chi...
di Viviana Daloiso, Avvenire È Vita, 14 febbraio 2008
La parola d’ordine è "riprogrammazione". Non importano gli orientamenti scientifici seguiti fino a ieri, non importano i fondi stanziati per la ricerca sugli embrioni: da quando, lo scorso 20 novembre, Shinya Yamanaka ha comunicato al mondo la sua scoperta sulle cellule ringiovanite, il mondo scientifico ha dovuto prenderne atto e valutare se cambiare direzione. Intraprendendo quella nuova, rivoluzionaria, inaugurata dagli esperimenti condotti dal giovane scienziato giapponese.
Una scoperta dalle grandi potenzialità
Basti dare un’occhiata alle principali riviste scientifiche internazionali: da Cell a Science, passando per Nature e Stem Cell, non c’è fascicolo né editoriale in cui scienziati o...
di Stefano Grossi Gondi, elaborazione dal New York Times del 11 dicembre 2007 e da Wired
È diventato famoso recentemente, da quando ha annunciato la sua scoperta: si possono ottenere cellule staminali “pluripotenti indotte” senza distruggere embrioni umani ma “riprogrammando” cellule della pelle.
Il fatto non è da poco, perché oltre ad essere una novità scientifica sembra risolvere una questione etica sulla quale si dibatte da anni, sull’opportunità o meno di sacrificare vite per (cercare di) salvarne altre.
Una questione etica che lo scienziato giapponese ha affrontato di petto otto anni fa, durante una visita ad un laboratorio di ricerca in qualità di professore assistente di farmacologia. «Quando osservai l’embrione, capii subito che c’era una differenza molto piccola tra lui e mia figlia»
Ora Yamanaka ha 45 anni, due...