di Luigi Bignami, Repubblica.it 12 novembre 2007
Due ricerche presentate anche dalla rivista scientifica Nature, mettono in guardia dall'utilizzo a lungo termine della pillola anticoncezionale. Il primo studio ha scoperto che chi utilizza la "pillola" presenta un accumulo di placche nelle arterie superiore alle donne che non ne fanno uso. Le placche sono grasso indurito e colesterolo che con il tempo possono causare problemi al cuore. La ricerca è stata realizzata dall'Università di Ghent, in Belgio, dove i ricercatori hanno seguito un gruppo di 1.000 donne che erano solite fare uso di "pillola" e un altro campione di 1.000 donne come confronto. Essi hanno messo in luce che nelle prime l'ammontare di placche è aumentato del 20-30% per ogni decade che hanno fatto uso del farmaco. I risultati sono stati...
Legge del 22 maggio 1978, n. 194
Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza
1. Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo...
del Comitato Nazionale di Bioetica
COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA
Dal parere sulle “Dichiarazioni anticipate di trattamento” 18 dicembre 2003........
In sintesi, il CNB ritiene che le dichiarazioni anticipate (testamenti biologici, ndr) siano legittime, abbiano cioè valore bioetico, solo quando rispettino i seguenti criteri generali:
A. abbiano carattere pubblico, siano cioè fornite di data, redatte in forma scritta e mai orale, da soggetti maggiorenni, capaci di intendere e di volere,...
Da Zenit, 23 settembre 2006
LONDRA, sabato, 23 settembre 2006
Le donne sono oggetto di crescenti pressioni per indurle a congelare i loro ovuli o donarli a fini di ricerca. Recentemente il Direttore di un istituto di fertilità delle West Midlands, in Inghilterra, ha raccomandato alle donne di congelare preventivamente i loro ovuli per evitare l’insorgere di eventuali problemi al momento di volere una gravidanza negli anni successivi.
Questi consigli sono stati formulati da Gillian Lockwood poco prima del suo intervento ad un incontro della British Fertility Society a Glasgow, secondo il quotidiano Scotsman del 7 settembre.
“Le donne trentenni che potrebbero volere dei figli in futuro dovrebbero essere incoraggiate a congelare i loro ovuli per un uso...
Estratto dell’articolo di Emanuele Boffi. Tempi, 5 ottobre 2006
Più morti di suicidio che di incidenti stradali
Il sistema svizzero ammette non l'eutanasia (uccisione diretta e volontaria del paziente da parte di un terzo), bensì il suicidio assistito (è lo stesso paziente che si procura la morte ingerendo un farmaco che un'altra persona gli procura).
I numeri elvetici sono impressionanti. Secondo l'Ufficio federale di statistica il 10 per cento della popolazione commette uno o più tentativi di suicidio nel corso dell'esistenza.
Il suicidio in Svizzera è superiore alla media internazionale e il numero di coloro che vi ricorrono varia tra i 1.300 e 1.400 casi annui, praticamente il doppio dei decessi che avvengono per incidenti stradali. È la prima causa di...
di Eugenia Roccella, Avvenire, 7 novembre 2006
Già il titolo dell'articolo è un colpo allo stomaco: «Lasciateci uccidere i bambini disabili». Lo chiedeva domenica, dalle colonne del Sunday Times, l'associazione dei ginecologi inglesi, il prestigioso Royal College of Obstetricians and Gynaecology. La proposta si innesta su un ragionamento paradossale, che parte da una constatazione condivisibile: in Gran Bretagna si fanno troppi aborti tardivi, ed è urgente una strategia per limitarli. Cosa fare, allora? Chiedere più aiuti per le famiglie? Più strutture di assistenza per i piccoli con gravi problemi fisici o psichici? Una legge che vieti la barbara pratica dell'aborto a gravidanza avanzata? No, la soluzione individuata dai medici è la più radicale e sorprendente: l'eutanasia attiva. Se una donna fin...
Zenit, 24 maggio 2007
Roma. Secondo un comunicato diffuso il 21 maggio dall’ADUC (Associazione Utenti per i Diritti dei Consumatori) il Comitato per le specialità medicinali dell'Emea, l'Agenzia europea del farmaco, avrebbe dato il via libera all’antiprogestinico Mifegyne (mifepristone) prodotto dai Laboratoires Exelgyn, meglio conosciuto come pillola abortiva Ru-486.
Sempre secondo l’ADUC, che sostiene di essere stata informata dai Laboratoires Exelgyn produttori della pillola abortiva, entro il 6 giugno la Commissione europea adotterà questo parere, ed entro settembre la Exelgyn presenterà domanda di mutuo riconoscimento al Ministero della Salute italiano, che lo dovrebbe concedere al massimo a novembre.
“A quel punto — sostengono quelli dell’Aduc — visto che c’è...
di Renzo Puccetti, Avvenire on line, 14 giugno 2007
Il dibattito sul tema delle cure palliative e sull’introduzione del testamento biologico sembra purtroppo caricato di un’esasperazione ideologica indifferente alle conoscenze già a disposizione della letteratura medico-scientifica. A Pisa, proprio per discutere dei reali bisogni dei pazienti colpiti da gravi patologie croniche invalidanti, o in fase avanzata di malattia, si terrà un convegno che vedrà il contributo degli esperti nelle varie aree afferenti all’assistenza di queste persone.
Ripensamento sull’esperienza del living will
Da tempo si è sviluppata un’ampia riflessione critica nei confronti del testamento biologico quale strumento per estendere la partecipazione dei pazienti nel...
di Eugenia Roccella, Avvenire 28 giugno 2007
Un crollo. Non si può definire altrimenti la vertiginosa discesa del ricorso all’aborto chimico nella regione Toscana, leader della campagna a favore della pillola Ru486.
I dati degli ultimi mesi, richiesti dal capogruppo Udc in Consiglio regionale Marco Carraresi, sono espliciti: dai 48 interventi di maggio 2006 si è passati ai 2 dello stesso mese di quest’anno, con una diminuzione del 96%. Eppure, secondo i promotori della Ru, si tratterebbe di un metodo più semplice e meno doloroso per interrompere una gravidanza; non si capisce, dunque, come mai le donne non vi ricorrano in massa.
Tutto il peso è sulla donna
La verità è che abortire con la pillola è un massacro fisico e psicologico, e...
di Giuliano Gallo, Corriere della Sera, 22 giugno 2007
Londra - La Camera dei Comuni sta per iniziare un'inchiesta sull'impatto degli sviluppi scientifici sulla legge che consente l'aborto, ormai vecchia di 40 anni. È un'iniziativa bipartisan, che in qualche modo accomuna sia il fronte antiabortista che quello dei favorevoli. Al termine si arriverà probabilmente alla
decisione di ridurre il periodo in cui alle donne è consentito abortire, che oggi è di 24 settimane. Secondo i dati della British Medical Association, circa un quinto dei bambini nati prematuri alla 24 settimana sono riusciti a sopravvivere. E dunque abortire a quel punto equivarrebbe, secondo molti parlamentari, ad un infanticidio. A dar manforte ai fautori dei limiti più severi ha provveduto anche il nuovo scanner a tre dimensioni: nelle...