
Nel 2024 le denunce di infortuni mortali presentate all’Inail sono state 1.077, con un aumento di 48 casi rispetto al 2023, ma in calo rispetto alla media del quadriennio 2019-2022. È quanto emerge dalla recente analisi diffusa dall’Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL).
Incidenti plurimi: crescono le vittime
Gli incidenti plurimi, ovvero quelli che coinvolgono più lavoratori contemporaneamente, hanno provocato 39 vittime nel corso del 2024, cinque in più rispetto all’anno precedente.
Strade, ferrovie e ambienti confinati i luoghi più pericolosi
Sei morti su dieci si sono verificate lungo la rete stradale. Seguono, gli incidenti sui binari ferroviari e negli ambienti confinati, particolarmente rischiosi perché si generano incidenti a catena, in quanto spesso si genera una sorta di catena umana nel tentativo di soccorrere i lavoratori investiti per primi da vapori tossici.
Infortuni non mortali: Italia sotto la media europea
Negli ultimi anni l’Italia ha registrato un tasso di infortuni non mortali al di sotto della media europea. Nel 2022, ad esempio, nel nostro Paese ci sono stati 968 casi ogni 100mila occupati, contro una media europea di 1.342. Un dato notevolmente più basso rispetto a Francia (2.454 casi), Spagna (2.371 casi) e Germania (1.535 casi).
Tuttavia, nel biennio 2020-2021, i numeri italiani hanno registrato una crescita superiore rispetto alla media europea. Ciò è dovuto al fatto che l’Italia, insieme a Spagna e Slovenia, diversamente da altri Stati, ha classificato i contagi da Covid-19 come infortuni sul lavoro.
Aumentano le denunce di malattie professionali
Nel 2024 le malattie professionali denunciate all’Inail sono aumentate del 21,6%, passando dalle 72.754 denunce del 2023 a 88.499.
Le patologie più frequenti riguardano il sistema osteomuscolare e il tessuto connettivo, con 57.744 casi nel 2024, pari al 74,7% del totale. Seguono le malattie del sistema nervoso, che hanno fatto registrare 9.283 denunce (il 12% del totale), e infine le patologie a carico dell’orecchio e dell’apofisi mastoide, con 4.989 casi segnalati.
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