Antonio Socci, Il Giornale 16 marzo 2005
La prima volta in cui un "parlamento" si è trovato di fronte al "caso Gesù". Ne parla, con un piccolo scoop, la rivista internazionale "Aevum". Si tratta nientemeno del Senato di Roma, addirittura nell'anno 35, dunque pochi mesi dopo l'esecuzione capitale dell'uomo di Nazaret, mentre erano ancora ben vivi Pilato, Caifa e tutti i protagonisti di quel "processo".
L'imperatore Tiberio in quell'anno ha proposto al Senato - cui spettavano le decisioni sul culto - di riconoscere quel Gesù come "dio". Possibile? Cos'era accaduto? Quali notizie erano arrivate all'imperatore? Innanzitutto colpisce una concomitanza: proprio in quello stesso periodo, Tiberio invia in Oriente Vitellio il quale, arrivato a Gerusalemme, rispedisce Pilato a Roma e destituisce Caifa dalla...
Joseph Ratzinger, 30giorni, dicembre 2000
Abramo padre dei cristiani
Per Natale ci scambiamo dei doni, per dare gioia gli uni agli altri e partecipare così alla gioia che il coro degli angeli annunziò ai pastori, richiamando alla memoria il regalo per eccellenza che Dio fece all’umanità donandoci suo Figlio Gesù Cristo. Ma questo è stato preparato da Dio in una lunga storia, nella quale – come dice sant’Ireneo – Dio si abitua a stare con l’uomo e l’uomo si abitua alla comunione con Dio. Questa storia comincia con la fede di Abramo, padre dei credenti, padre anche della fede dei cristiani e per la fede nostro padre.
Crsitiani eredi della fede ebraica nell'unico Dio
Questa storia continua...
Dal Processo al Codice da Vinci di Andrea Tornielli, 2006
Il presunto complotto per "divinizzare" Gesù
Possiamo ora affrontare uno dei capisaldi della costruzione teorica sottesa al suo Codice da Vinci, vale a dire il «complotto» ordito dall’imperatore Costantino e dalla Chiesa nel corso del Concilio di Nicea, per «eliminare» i testi evangelici scomodi, salvando solo quelli più innocui, e al tempo stesso «divinizzare» l’umana figura di Gesù di Nazaret. Il quale, secondo Brown e i suoi molti ispiratori, non era certo il figlio di Dio, ma un grande profeta. Ricordiamo, a mo’ di promemoria, alcune delle affermazioni contenute in proposito nel Codice da Vinci.
Il concilio di Nicea...
da fides.org 11/3/06
(questo articolo fa parte del dossier sul
Celibato Sacerdotale)
Sono passati quasi 40 anni dall’enciclica di Paolo VI Sacerdotalis Coelibatus in cui il Papa, raccogliendo gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, riaffermava l’opportunità del celibato dei sacerdoti e invitava la Chiesa ad un’approfondita riflessione sui motivi teologici e spirituali che animano questa pratica secolare della Chiesa. In questi anni ciò che auspicava il Papa è avvenuto.
Il dubbio sul celibato dei...
Il Foglio, 11 ottobre 2008
La Bibbia non è misogina, e i numeri lo dimostrano. La difesa delle sacre scritture questa volta arriva da oltremanica, dove l’anglicanissima (è presieduta da Sua maestà in persona) Bible Society ha pubblicato un accurato studio sulla terminologia usata per parlare delle donne.
Nella descrizione di 60 personaggi femminili su 175 compaiono parole come “benedetta”, “virtuosa” e “bella”, mentre soltanto 13 donne si meritano attributi negativi. Virtù e conseguenti elogi non hanno sesso, anzi: la “saggezza” è donna in molte pagine. Le sante bibliche sono quattro volte tanto le peccatrici e tutte coloro che stanno nel mezzo sono figure “neutre”, come sorelle o vicine di casa. Per non parlare poi dell’atteggiamento rivoluzionario di Gesù nei...
dall’intervento al Convegno 2000 anni dopo cosa?, Parigi, 27 novembre 1999
La crisi della pretesa di verità
Al termine del secondo millennio, il cristianesimo si trova, proprio nell'arca della sua estensione originaria, l'Europa, in una crisi profonda, che ha la sua ragion d'essere nella crisi della sua pretesa di verità. Questa crisi ha una duplice dimensione. Innanzitutto, si pone sempre più il problema se sia giusto, in fondo, applicare la nozione di verità alla religione: in altri termini, se all'uomo sia dato conoscere la verità propriamente detta su Dio e sulle cose divine. L'uomo contemporaneo può riconoscersi molto bene nella parabola buddhista dell'elefante e dei ciechi.
Il pensiero contemporaneo: il cristianesimo non offre maggiori certezze rispetto alle altre...
di Gian Maria Vian. Avvenire, 20 settembre 2006
Due libri su Gesù sono da oggi insieme in libreria. Entrambi meritevoli di attenzione, non potrebbero però essere più diversi. Il primo, di un affermato esegeta della facoltà evangelica di teologia di Monaco (Klaus Berger, Gesù, Queriniana), è uscito in Germania due anni fa: tradotto esemplarmente da Anna Bologna e introdotto da Rinaldo Fabris, è tanto imponente (e in apparenza scoraggiante) con le sue quasi settecento pagine quanto affascinante e controcorrente. Il secondo è invece un classico libro intervista tutto italiano, nato dall’incontro tra «l’ansia» di un...
Centro Studi sulle Nuove Religioni (www.cesnur.org)
Monsignor Marcel Lefebvre (1905-1991) diventa sacerdote missionario in Africa, poi vescovo, delegato apostolico per l’Africa francofona e arcivescovo di Dakar nel 1955. Nel 1962 è trasferito all’episcopato di Tulle, in Francia, ma rimane superiore generale di una congregazione missionaria, i Padri dello Spirito Santo, fino al 1968. Lascia questa carica non condividendo l’“aggiornamento” della congregazione ispirato al Concilio Ecumenico Vaticano II, per conto del quale era stato attivo opponendosi su molti punti alle decisioni della maggioranza. Nel 1970 apre nelle vicinanze di Friburgo, in Svizzera, un seminario per giovani alla ricerca di una formazione “tradizionale”, che dopo pochi mesi si trasferisce a Ecône, nel Vallese, con l’approvazione del...
di Vittorio Messori, tratto da Emporio Cattolico, Sugarco 2006
Islam nuovo marxismo?
L'islamismo, sino alla metà del XX secolo - sino, cioè, alla "decolonizzazione" - era visto da molti occidentali come una sorta di fossile per sottosviluppati, confinato nella fascia attorno ai Tropici. Adesso, invece, si rischia forse di sovrastimarne le potenzialità e il futuro. Un errore di prospettiva, come per il marxismo? È possibile, visto che - uscendo dal suo contesto tribale e sparpagliandosi per l'Occidente - l'islamismo dovrà fare conti drammatici con i nostri "veleni", con i nostri razionalismi, secolarismi, laicismi. L'Islam ha seicento anni meno del cristianesimo, deve ancora attraversare quelle fasi di Riforma, di Rinascimento, d'Illuminismo, di Scientismo alle quali,...
di Luigi Accattoli, Corriere della Sera, 25.9.08
CITTÀ DEL VATICANO — Ebrei fanno parte da tempo delle Pontificie accademie, insegnano nelle Università del Papa e ultimamente scrivono sull'Osservatore Romano ma mai si era visto un rabbino parlare a un Sinodo dei vescovi: avverrà il 6 ottobre, appunto nell'aula del Sinodo, alla presenza del Papa.
Questa «prima volta» tocca a Shear-Yashuv Cohen, rabbino capo di Haifa e membro della commissione mista Israele-Vaticano: sarà il primo ospite non cristiano di un'assemblea sinodale e parlerà della «centralità » della Scrittura nella vita dell'ebreo osservante.
Il rabbino Cohen avrà la qualifica di «delegato fraterno » che fino a oggi era riservata ai rappresentanti delle Chiese cristiane diverse dalla Cattolica.
Ma si sa che...