di Joaquin Navarro-Valls. La Repubblica, 24 novembre 2006
Nel viaggio che Benedetto XVI farà in Turchia tra pochi giorni non ci sarà la "papamobile". L'uso del particolare veicolo è iniziato nel 1979 durante il primo viaggio in Messico di Giovanni Paolo II. Malgrado l'opinione diffusa che si sia ricorsi ad essa per proteggere il Papa, in verità è stata utilizzata per rendere il Pontefice visibile ai fedeli.
Solo successivamente, dopo l'attentato del 1981, la "papamobile" ha subito le modifiche che conosciamo, con l'aggiunta dei vetri blindati, in modo da rendere possibile il contatto con la gente, salvaguardando l'incolumità del Pontefice.
In Turchia, però, non ci sarà folla alcuna. I pochi cristiani che saranno presenti ad Istanbul - meno ancora ad Ankara - non si riverseranno sulle...
di Sandro Magister, Espresso, 30 novembre 2006
I numeri parlano. Benedetto XVI è il papa più popolare della storia, se per popolo si intende quello che egli attira come un magnete in piazza San Pietro, ogni domenica all’Angelus e ogni mercoledì all’udienza generale, da Roma e da tutta la terra.
Le presenze sono sistematicamente più che doppie rispetto a quelle del suo predecessore Giovanni Paolo II, che a sua volta aveva polverizzato ogni record. Ma ciò che più stupisce è l’intreccio tra domanda ed offerta. Il prodotto di successo che Benedetto XVI offre alle folle è fatto della sua nuda parola.
All’Angelus, due volte su tre, papa Joseph Ratzinger spiega il Vangelo della messa di quella domenica a un uditorio che non tutto e non sempre va a messa. Lo spiega con parole semplici, ma che...
By Jeff Randall. London Telegraph, 08/12/2006
My rubbish bin is full of Christmas cards. I threw them there. No, I'm not suffering from an obsessive tidiness disorder. Well, maybe a bit, but that's not the reason that I have lobbed dozens of cards straight into the trash can. I'm no Scrooge, either. Not every card I'm sent gets dumped. Far from it. Many are kept as a source of great cheer.
As I write these words, I'm looking at a very jolly Christmas message on my desk from Tony Froggatt, the chief executive of Scottish & Newcastle. By contrast, I can see season's greetings from British American Tobacco nestling in the bin, next to a plastic coffee cup. Why the distinction? Is it because I'm a fan of McEwan's ale, but detest Lucky Strike cigarettes? Not at all.
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di Giorgio Faro, docente di Etica presso la Pontificia Università della Santa Croce
Il relativismo, dopo la crisi delle grandi ideologie nel corso del terribile Novecento, contrassegna anche l’inizio di questo inizio di Millennio. Esso ha avuto due periodi di gestazione. Innanzitutto, il relativismo moderno è strettamente collegato allo scientismo coevo. Infatti, ritiene che sia impossibile arrivare alla verità. Le uniche certezze, a questo mondo, sono quelle che scaturiscono da verifica sperimentale: l’unica “scientifica”. A sua volta, anche le teorie scientifiche non sono che verità relative: quando trovo una teoria che mi consente un miglior dominio del mondo e del controllo e riproduzione dei suoi fenomeni, getto via quella vecchia… : tutto è relativo!
Opinioni al posto della verità...
VIS, 7 gennaio 2007
Città del Vaticano, In una Nota diffusa questa mattina, la Nunziatura Apostolica in Polonia rende noto che: "Sua Eccellenza Monsignor Stanislaw Wielgus, Arcivescovo Metropolita di Varsavia, nel giorno in cui era previsto l'ingresso nella basilica cattedrale, per dare inizio al suo ministero pastorale nella Chiesa di Varsavia, ha rassegnato a Sua Santità Benedetto XVI le dimissioni dall'ufficio canonico a norma del can. 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico".
Nella Nota, firmata dell'Arcivescovo Józef Kowalczyk, Nunzio Apostolico in Polonia, si legge ancora che: "Il Santo Padre ha accettato le dimissioni dell'Arcivescovo Stanislaw Wielgus ed ha nominato Sua Eminenza il Cardinale Józef Glemp, Primate di Polonia, Amministratore Apostolico...
Lucetta Scaraffia, Avvenire 30 dicembre 2006
Il 2006 finisce con un duro attacco alla Chiesa cattolica: tutti i discorsi fatti a proposito del funerale di Welby - e non di rado pubblicamente condivisi da cattolici se non addirittura da sacerdoti - costituiscono una delle aggressioni più forti degli ultimi anni. Anche se non si tratta certo di una novità: da almeno cinque o sei anni la Chiesa è sottoposta a un continuo e incessante processo accusatorio su vari fronti che ha lo scopo di demolire la sua credibilità. Si è intensificata, infatti, la propaganda delle organizzazioni mondiali, da decenni impegnate in un progetto di controllo demografico che comprende il cosiddetto "diritto di aborto" a cui la Chiesa si oppone strenuamente, e con qualche successo, nelle conferenze mondiali.
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di Lucetta Scaraffia, Osservatore Romano, 5.12.08
Nella lettera a Marcello Pera pubblicata nel suo libro Perché dobbiamo dirci cristiani, Benedetto XVI ha scritto che è necessario un "dialogo interculturale che approfondisca le conseguenze culturali delle idee religiose di base". Anche se l'affermazione ha provocato molti commenti, non è certo la prima volta che il Papa esprime questa convinzione e cerca di indirizzare in questo senso il dialogo con le altre religioni. Già in uno dei primi momenti del suo pontificato, nel messaggio dopo la messa concelebrata con i cardinali il 20 aprile 2005, si è espresso a questo proposito: "Non risparmierò sforzi e dedizione per proseguire il promettente dialogo avviato dai miei venerati Predecessori con le diverse civiltà...
di Joseph Ratzinger, prefazione a “Gesù di Nazareth. Dal Battesimo nel Giordano alla Trasfigurazione”, Rizzoli, 2007
Al libro su Gesù, di cui ora presento al pubblico la prima parte, sono giunto dopo un lungo cammino interiore.
Al tempo della mia giovinezza – negli anni Trenta e Quaranta – vennero pubblicati una serie di libri entusiasmanti su Gesù. Ricordo solo il nome di alcuni autori: Karl Adam, Romano Guardini, Franz Michel Willam, Giovanni Papini, Jean Daniel-Rops. In tutti questi libri l’immagine di Gesù Cristo venne delineata a partire dai Vangeli: come Egli visse sulla Terra e come, pur essendo interamente uomo, portò nello stesso tempo agli uomini Dio, con il quale, in quanto Figlio, era una cosa sola. Così, attraverso l’uomo Gesù, divenne visibile Dio e a partire da Dio si poté vedere l’immagine dell’uomo giusto.
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AsiaNews, 7 febbraio 2007
Pechino – Sono 300 milioni i cinesi che credono in una religione, un dato pari al triplo di quanto stimato in precedenza dal governo comunista. Lo afferma il primo sondaggio sostanziale sulla fede, condotto da due professori universitari e riportato dal quotidiano governativo China Daily.
Il sondaggio svela che il 31,4 % della popolazione sopra i 16 anni si ritiene fedele di qualche religione. I dati sono tratti da una ricerca a campione condotta su 4.500 persone, intervistate dai docenti dell’Università Normale di Shanghai Tong Shijun e Liu Zhongyu.
I curatori del rapporto sottolineano che la religione più cresciuta è il cristianesimo: il 12 % dei fedeli, pari a 40 milioni di persone, si dichiara seguace di Cristo. Nel 2005,...
Dall'Udienza generale del 31.1.96
1. Trattando della figura di Maria nell'Antico Testamento, il Concilio (Lumen Gentium, 55) fa riferimento al noto testo di Isaia, che ha attirato in maniera particolare l'attenzione dei primi cristiani: "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele" (Is 7,14).
Nel contesto dell'annuncio dell'angelo che invita Giuseppe a prendere con sé Maria, sua sposa, "perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo", Matteo attribuisce un significato cristologico e mariano all'oracolo. Infatti aggiunge: "Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi" (Mt 1,22-...