In Italia i giovani sono sempre meno e le scuole si svuotano

di Sara Maddaloni, 24 febbraio 2026

In Italia diminuiscono i giovani, si svuotano le scuole e aumentano i ragazzi che non studiano e non lavorano. 

Se, infatti, negli anni Settanta in Italia gli under 15 rappresentavano la classe d’età demograficamente più consistente (erano il 25% della popolazione totale), a partire dal XXI secolo, sono diminuiti, scendendo al 15% (percentuale che rimane “alta” soprattutto grazie all’immigrazione). 

Nel 2025, poi, la popolazione 0-14 anni è sensibilmente diminuita a 12%: l’anno scorso la coorte demografica più consistente risultava essere la classe 55-59 anni (con 4,8 milioni di individui), mentre la fascia 20-24 contava meno di 3 milioni di persone e quella 0-4 non arrivava a 2 milioni. 

 

Le scuole italiane sono sempre più vuote

 

La sostanziale diminuzione di giovani nel nostro Paese - riporta il professore ordinario di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica Alessandro Rosina - ha notevolmente influenzato il numero di iscritti alle scuole (dall'infanzia fino alle secondarie). Infatti, se nella seconda metà degli anni Settanta erano quasi 12 milioni, nell'anno scolastico 2022-2023 gli studenti iscritti ai cicli non terziari erano poco più di 7 milioni: il 62,6% concentrato nelle regioni del Centro-Nord e il restante 37,4% nel Mezzogiorno. 

E il numero è destinato a diminuire ancora: secondo le stime INAIL-MEF gli alunni scenderanno a 5,9 milioni prima del 2035.

 

«Senza correttivi immediati e scelte politiche ambiziose - riporta il Rapporto Svimez 2024 -  gli effetti sulla tenuta del sistema scolastico saranno dirompenti, portando a rischio di chiusura i presidi scolastici nelle aree a maggior degiovanimento. Per il solo ciclo della primaria, il rischio è concreto per circa 3.000 comuni italiani il 38% del totale (con quote che oscillano tra il 27% del Nordest e il 469 del Mezzogiorno), localizzati nella maggior parte dei casi nelle aree interne di tutto il Paese. In questi comuni si contano meno di 125 alunni della primaria: sufficiente solo per “una piccola scuola"».

E a chiudere saranno soprattutto gli istituti paritari. Questi ultimi, infatti, come abbiamo riportato in questo nostro articolo, sono passati da 8.989 nell'anno scolastico 2009/2010 a 7.528 nel 2023/2024, perdendo negli ultimi 25 anni il 35,1% degli studenti. 

 

Dispersione scolastica e NEET

 

Ad accentuare la spirale del “degiovanimento” sono anche la dispersione scolastica (più alta in Italia rispetto al resto d’Europa) e il saldo negativo di giovani qualificati che lasciano il luogo natale. Secondo i dati ISTAT, la percentuale di giovani under 25 che hanno abbandonato precocemente gli studi è stata nel 2023 pari al 10,5% a livello nazionale. 

Per quanto riguarda i NEET (ovvero i giovani che non studiano e non lavorano) nel 2023 erano circa il 16% dei giovani tra i 15 e i 29 anni, contro una media UE dell’11,2%. 


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