Soldi e Vaticano: il bilancio 2014

di Filippo Quartu, 21 luglio 2015

E’ ancora in deficit il bilancio della Santa Sede per l’anno 2014 (25 milioni di euro) mentre il patrimonio netto segna un incremento di 939 milioni di Euro. Sono state quantificate a 1.114 milioni di euro quelle attività e passività che precedentemente venivano gestite fuori bilancio, relative a vari dicasteri vaticani che gestivano queste somme internamente. Come negli anni precedenti, la spesa più significativa del nilancio della Santa Sede è il costo del personale (126,6 milioni di euro), con 2.880 dipendenti distribuiti tra 64 Enti. 
Positivo, invece, il bilancio del Governatorato, che a suo carico ha 1930 persone, che segna un sostanzioso miglioramento rispetto al 2013 e con un patrimonio netto che aumenta di 63,5 milioni di euro.

Questi sono alcuni dei dati che la Prefettura per gli Affari economici del Vaticano ha diffuso durante la presentazione del  bilancio 2014 della Santa Sede e del Governatorato, realizzato in collaborazione con l’Audit Committee e un revisore esterno.  Altri dati si possono trovare nel comunicato diffuso dalla Sala Stampa in un'ottica di maggiore trasparenza. Il bilancio viene già da alcuni anni pubblicato online sul sito del Vaticano dove vengono spiegate quantità e provenienza di introiti e uscite che riguardano la Santa Sede e il Governatorato.      

Il Bilancio 2014, come detto, indica un deficit di poco maggiore rispetto a quello registrato per l’anno 2013 (24,4 milioni di euro), che se fosse stato però calcolato, spiegano dalla Segreteria dell’Economia, applicando gli stessi principi contabili utilizzati nel 2014, sarebbe stato di 37 milioni, quindi sensibilmente più alto di quello relativo agli esercizi 2014.

Le principali entrate del 2014, oltre agli investimenti, includono “i contributi fatti secondo il Canone 1271 del Codice di Diritto Canonico”, ovvero quelle somme donate  dalle diocesi del mondo, al Papa, “in ragione del vincolo di unità e di carità” in modo da contribuire “a procurare i mezzi di cui la Sede Apostolica secondo le condizioni dei tempi necessita, per essere in grado di prestare in modo appropriato il suo servizio alla Chiesa universale”, come recita l’articolo del Codice di Diritto Canonico in questione. Per quanto riguarda invece le spese, quelle più significative sono relative ai costi del personale (126,6 milioni di euro).          

La nota riporta anche l’incremento del Patrimonio netto, di 939 milioni di euro e l’informazione sull’ammontare di quelle attività e passività, che precedentemente venivano gestite fuori bilancio e che ammontavano a 1.114 miliardi di euro. Si tratta di quelle somme di cui parlava il cardinale Pell lo scorso dicembre 2014, in un’intervista al Catholic Herald, relative ad alcuni dicasteri vaticani. Come già precisò padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa, sono dei “fondi che non risultavano nei bilanci ufficiali della Santa Sede o dello Stato della Città del Vaticano, e di cui la Segreteria dell’Economia ha appreso l’esistenza nel corso del processo in corso di studio e revisione delle amministrazioni vaticane, al fine di averne una conoscenza complessiva più adeguata in vista della razionalizzazione della gestione”. 

E’ invece positivo il bilancio 2014 del Governatorato, che “evidenzia un avanzo di 63,5 milioni di euro con un miglioramento significativo rispetto al 2013 (33 milioni), in gran parte dovuto alle significative entrate ricorrenti derivanti dalle attività culturali (specialmente i Musei) e ad investimenti favorevoli.