Scienziati cattolici: la collaborazione tra l’abate Jean-Baptiste Senderens e Paul Sabatier

di Francesco D'Ugo, 17 aprile 2020

Paul Sabatier e Jean-Baptiste Senderens furono due chimici francesi vissuti alla fine del XIX secolo, i cui nomi sono legati agli studi di chimica catalitica.

Paul Sabatier fu un professore che vinse il premio Nobel nel 1912 e Jean-Baptiste Senderens, noto nel mondo accademico della chimica come “abate” Senderens (il nome con cui era solito chiamarlo Sabatier), era uno scienziato e sacerdote cattolico. La loro collaborazione portò a scoperte importanti per la chimica moderna e avvenne nel pieno del periodo della separazione tra Stato e Chiesa in Francia. Entrambi cattolici, ma con posizioni differenti riguardo il tema della separazione (Sabatier si unì poi alla massoneria), seppero collaborare oltre le convinzioni politiche. Per un approfondimento consigliamo l’articolo, presente su Science Direct “Paul Sabatier et l’abbé Jean Baptiste Senderens, témoins lointains d’une «laïcité positive»”.

Jean-Baptiste Senderens, Paul Sabatier e la chimica catalitica

Paul Sabatier e Jean-Baptiste Senderens sono ricordati nel mondo della chimica come pionieri della chimica catalitica: infatti, collaborando a stretto contatto, giunsero alla scoperta dell'idrogenazione catalitica degli idrocarburi insaturi in presenza di nichel. Sono note anche le loro originali ricerche sulla disidratazione catalitica.

I due furono co-autori di circa 50 lavori scientifici e furono nominati vincitori del premio Jecker dall’Accademia Francese delle Scienze per la scoperta di un particolare processo di idrogenazione che oggi viene usato per fare la margarina, noto come Processo Sabatier-Senderens.

Separazione tra Stato e Chiesa

La collaborazione di Jean-Baptiste Senderens con lo scienziato laico Paul Sabatier si svolse in alcuni anni particolari per la storia della Chiesa in Francia: nel 1905 infatti, dopo anni tumultuosi, fu firmata la legge che sanciva la fine del Concordato napoleonico tra Stato e Chiesa

Questo momento era stato anticipato nei 30 anni precedenti da alcune azioni molto decise della Repubblica Francese: erano state chiuse circa 4mila scuole confessionali, era stato reso impossibile per gli istituti religiosi ricevere lasciti e a molti religiosi tra cui Jean-Baptiste Senderens fu ritirato lo stipendio da insegnante. Oltre a questo furono sciolte tutte le congregazioni religiose non riconosciute dallo Stato. 

Il dibattito di quell’epoca, in particolare, metteva in forte contrasto due tipi di sistemi educativi: quello degli istituti laici e statali e quello degli istituti privati, prevalentemente religiosi.

Nonostante la temperie culturale non favorisse l’impegno scientifico dei cattolici e dei sacerdoti in particolare,  Jean-Baptiste Senderens, insegnante presso l’Istituto Cattolico di Tolosa e Paul Sabatier, insegnante presso il collegio statale di scienze di Tolosa, seppero superare i contrasti politici per collaborare in maniera fruttuosa. Lavorando infatti in parallelo, ognuno nel proprio laboratorio, riuscirono a vincere proprio nel 1905 il premio Jecker dell’Accademia delle Scienze francese. Nella stessa occasione Senderens fu insignito della medaglia Berthelot

Inoltre riguardo all’opposizione tra fede e scienza che veniva affermata da molti scienziati del tempo, Paul Sabatier affermava:

“Mettere la religione e la scienza l'una contro l'altra non può essere di alcuna utilità, ed è dovuto principalmente al fatto che le persone sono poco istruite in entrambe”.

La fine del rapporto tra Jean-Baptiste Senderens e Paul Sabatier

Anche se a un certo punto il rapporto di collaborazione finì, non senza contrasti, le ricostruzioni portano a pensare che ciò non fosse da imputarsi al clima antireligioso presente in Francia, ma ad altre ragioni. Se da una parte l’ingresso nella massoneria di Sabatier gli tornò utile per liberarsi della fama di “baciapile”, lo scienziato dichiarò di non aver abbandonato la fede cristiana.  

Piuttosto le motivazioni sono da ricercare nell’arrivo di un giovane scienziato di talento nel laboratorio di Sabatier che, per motivi logistici (data la difficoltà di lavorare a distanza con Senderens) iniziò ad essere preferito come collaboratore. Inoltre, avendo Jean-Baptiste Senderens, perso lo stipendio da insegnante presso l’Istituto Cattolico di Tolosa, aveva dovuto cercare una fonte di sostentamento lontano dai temi su cui faceva ricerca (che continuò comunque a insegnare e a studiare) con Paul Sabatier. 

Jean-Baptiste Senderens continuò a pubblicare lavori scientifici fino alla fine dei suoi giorni (anche grazie alla donazione di un laboratorio personale da parte della famiglia di imprenditori per cui lavorò per anni), mentre Paul Sabatier interruppe la sua attività nel 1920

Infine, anche se il giorno della morte dell’“abate” il premio Nobel non era presente ai funerali, sembra che i due si fossero riconciliati già nel 1922 in un incontro nei corridoi dell’Accademia delle Scienze francese.

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