Scienza e fede: l’“astronomo del Papa”, Guy Consolmagno spiega perché il Vaticano ha un osservatorio astronomico

di Francesco D'Ugo, 14 luglio 2021

Perché il Vaticano possiede un osservatorio astronomico? A questa domanda Guy Consolmagno (nella foto di copertina), gesuita astronomo americano e direttore della Specola Vaticana, ha risposto in una intervista a EWTN in questo modo: “Non pensate che ogni grande religione dovrebbe averne uno?”.

Ovviamente la risposta a questa domanda è più profonda di questa battuta, ma dimostra ancora una volta ciò di cui abbiamo parlato in molti articoli su Documentazione.info: scienza e fede non sono assolutamente in contrasto.

Quando Leone XIII nel 1891, attraverso il motu proprio Ut Mysticam, fondava l’Osservatorio Vaticano fu “per mostrare al mondo che la Chiesa non era contro la scienza” continua Consolmagno e aggiunge: “La ragione per cui il Vaticano continua ad avere un Osservatorio (che, nel frattempo, è stato spostato dal colle Vaticano a Castel Gandolfo e a cui si è aggiunto quello del monte Graham in Arizona, ndr.)  è che la Chiesa non solo supporta la scienza, ma in un certo senso è anche madre della scienza, visto che la scienza moderna è nata nelle università cattoliche”. 

Nel corso di questa intervista Guy Consolmagno, che si è laureato all’MIT, si sofferma inoltre sul rapporto tra scienza e fede sostenendo non solo che non vi è conflitto tra le due, ma che anzi, “Il più grande vantaggio di avere fede [per uno scienziato] è che ti mantiene centrato sul perché si fa scienza: la scienza dovrebbe essere per la gloria di Dio. E con questo intendo dire è che fare scienza dovrebbe essere divertente! Perché la gioia è gloria di Dio, la gioia è una prova della presenza di Dio”. 

Infine risponde anche a chi sostiene che scienza e fede non siano conciliabili sulla base del fatto che, ad esempio, le evidenze scientifiche non si accordano con quanto scritto nella Genesi: “La Genesi non è un libro di scienza. La Genesi è un libro su Dio e non solo tutto quello che dice su Dio è comunque vero, ma ora che sappiamo di più su come l’universo si è creato quello che ci è scritto è ancora più importante e vero di quanto potesse mai immaginare la “povera” persona che fisicamente ha scritto la Genesi!”.
Inoltre la Genesi, che è scritta in un genere letterario più vicino alla poesia che a quello di un testo scientifico, “deve essere scritta così perché la scienza continua a cambiare! Dio non avrebbe mica potuto dire «e dunque ci fu il Big Bang» perché migliaia di anni fa la gente si sarebbe chiesta «ma di che sta parlando?» e tra mille anni il Big Bang sembrerà una teoria ingenua - almeno spero!”.

L’intervista si può guardare integralmente qui sotto.

Se ti è piaciuto l'articolo condividilo su Facebook e Twitter, sostieni Documentazione.info. Conosci il nostro servizio di Whatsapp e Telegram?