
Proponiamo una interessante lettura per l'estate, tratta da un documento più ampio già pubblicato su Documentazione.info.
La crisi del concetto di verità è alla base della crisi dell'Europa, che è innanzitutto culturale. Ne parlò a Parigi nel 1999 l'allora cardinale Ratzinger: il pensiero scettico e relativista prende di mira l'impianto di verità della tradizione cristiana, ma l'addio alla verità non potrà mai essere definitivo - osservava Ratzinger - perché l'uomo non si potrà mai rassegnare a rimanere cieco di fronte a questioni così essenziali.
L'universalità del Cristianesimo
Prendendo spunto da S. Agostino, Ratzinger afferma come il cristianesimo, sposando la razionalità, si sia affermato come vittoria della conoscenza e con essa della verità. Conseguentemente, doveva considerarsi come universale ed essere portato a tutti i popoli: non come una religione particolare che ne reprimeva delle altre, o come imperialismo religioso, ma piuttosto come la verità che rendeva superflua l'apparenza.
Un nuovo rapporto con Dio
Se già le élite culturali dell'antichità avevano individuato nella fede giudaica una figura religiosa del monoteismo filosofico rispondente sia alle esigenze della ragione sia al bisogno religioso dell'uomo, l'incontro con un Dio che parlava e che agiva, e in definitiva con la figura di Cristo, sancì la definitiva sintesi tra pensiero e religione, che fu accessibile a tutti.
Da qui la penetrazione del cristianesimo nella società e nella cultura del tempo, che cambiava radicalmente il rapporto tra Dio e l'uomo: Dio era entrato nella storia, era venuto incontro all'uomo, e per questo l'uomo poteva incontrarlo. L'uomo poteva unirsi a Dio perché Dio si era unito all'uomo.
Le ragioni di un successo
La vittoria del cristianesimo sulle religioni pagane fu dovuto alla sua intellegibilità - che soddisfava le esigenze della ragione - e dalla coerenza morale delle prime comunità. Semplificando - dice Ratzinger - si potrebbe dire che il cristianesimo convinceva per il legame della fede con la ragione e per l'orientamento dell'azione verso la caritas, la cura caritativa dei sofferenti, dei poveri e dei deboli.
Critiche del pensiero razionalista
E a questo punto il cardinale si chiede il perché questa sintesi vincente tra ragione, fede e vita adesso non convinca più, e razionalità e cristianesimo siano considerati in contrapposizione.
Il pensiero razionalista sostiene che un mistero così grande come il divino non può essere ridotto a una sola figura che escluda tutte le altre, a una via obbligata per tutti. Vi sono molte vie, vi sono molte immagini, tutto riflettono qualcosa del tutto e nessuna è in sé il tutto. L' ethos della tolleranza è proprio di chi riconosce in ciascuna immagine una parte del tutto, non pone la propria al di sopra di quella dell'altro e s'inserisce pacificamente nella multiforme sinfonia dell'eterno inaccessibile.
Senza metafisica, verso l'evoluzionismo
Il passaggio decisivo del tentativo di abbandonare l'idea di Dio è stato la rinuncia alla metafisica, affinché tutto diventasse "fisica". La teoria dell'evoluzione è apparsa infine la via diretta per eliminare definitivamente la metafisica. In questo modo ogni tentativo di "metafisica" veniva considerato al di fuori dell'abito razionale, e l'idea di Dio appariva conseguentemente non scientifica. La contrapposizione tra scienza e fede è così diventato patrimonio della cultura contemporanea.
Un pensiero razionalista che sfocia nell'irrazionale
Ratzinger, prendendo spunto dalle contraddizioni del pensiero evoluzionista, sostiene che la domanda fondamentale rimane sempre in piedi: la ragione è un prodotto secondario, accidentale dell'irrazionale? Oppure resta vera la convinzione fondamentale della fede cristiana e della sua filosofia: In principium erat Verbum – all'inizio di tutte le cose vi è la forza creatrice della ragione?
L'opzione cristiana è la più convincente
La fede cristiana, conclude il cardinale, è l'opzione per la priorità della ragione e del razionale, perché all'inizio di tutto mette il Logos, e non il caso fortuito. Inoltre, il cristianesimo fonde la razionalità e l'etica. Mentre l'ethos dell'evoluzione trova la sua nozione chiave nel modello della selezione, nella lotta per la sopravvivenza e nella vittoria del più forte, l'ethos cristiano si fonda sul primato dell'amore e sul primato del logos: da qui l'etica della pace universale, dell'amore concreto del prossimo e del superamento del bene individuale, in definitiva, tutto ciò di cui l'uomo ha bisogno.





