dall'articolo di di Mario Reggio, La Repubblica, 13.2.08
ROMA - Obiezione di coscienza e no all'eutanasia. Il nuovo codice deontologico degli infermieri è ormai in dirittura d'arrivo. La federazione nazionale dei collegi lpasvi ha iniziato ieri a Roma l'esame delle nuove regole che riguardano la professione di 360 mila operatori sanitari.
Le principali novità sono quelle che impegnano gli infermieri sui temi etici. Ecco i punti principali.
Obiezione di coscienza: «nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche, si impegna a trovare una soluzione attraverso il dialogo. Qualora vi fosse o persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale dell'obiezione di coscienza», facendosi però garante delle prestazioni necessarie per l'incolumità e la vita dell'assistito».
Accanimento terapeutico: «tutela la volontà dell'assistito di porre dei limiti agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica coerenti con la concezione da lui espressa della qualità della vita, quando l'assistito non è in grado di manifestare la propria volontà tiene conto di quanto da lui espresso in precedenza e documentato».
Eutanasia: «l'infermiere non partecipa a interventi finalizzati a procurare la morte, anche se la richiesta proviene dall'assistito».
Le altre novità riguardano le modalità di assistenza: l'infermiere orienterà la sua azione «al bene dell'assistito di cui attiverà le risorse sostenendolo nel raggiungimento della maggiore autonomia possibile anche quando vi sia disabilità, svantaggio, fragilità». Sperimentazione: «riconosce il valore della sperimentazione clinica e assistenziale», ma «si astiene dal partecipare a sperimentazioni nelle quali l'interesse del singolo sia subordinato all'interesse della società».
(...)
Le principali novità sono quelle che impegnano gli infermieri sui temi etici. Ecco i punti principali.
Obiezione di coscienza: «nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche, si impegna a trovare una soluzione attraverso il dialogo. Qualora vi fosse o persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale dell'obiezione di coscienza», facendosi però garante delle prestazioni necessarie per l'incolumità e la vita dell'assistito».
Accanimento terapeutico: «tutela la volontà dell'assistito di porre dei limiti agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica coerenti con la concezione da lui espressa della qualità della vita, quando l'assistito non è in grado di manifestare la propria volontà tiene conto di quanto da lui espresso in precedenza e documentato».
Eutanasia: «l'infermiere non partecipa a interventi finalizzati a procurare la morte, anche se la richiesta proviene dall'assistito».
Le altre novità riguardano le modalità di assistenza: l'infermiere orienterà la sua azione «al bene dell'assistito di cui attiverà le risorse sostenendolo nel raggiungimento della maggiore autonomia possibile anche quando vi sia disabilità, svantaggio, fragilità». Sperimentazione: «riconosce il valore della sperimentazione clinica e assistenziale», ma «si astiene dal partecipare a sperimentazioni nelle quali l'interesse del singolo sia subordinato all'interesse della società».
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