Ci sono più italiani all'estero che stranieri in Italia

di Matteo Casarosa, 1 dicembre 2016

Crescono gli italiani all’estero che per la prima volta in assoluto superano gli stranieri in Italia. Nel 2015, per la prima volta dopo molti anni, il numero di cittadini italiani emigrati ha superato quello degli stranieri che si sono stabiliti nel Bel Paese. Sono i dati resi noti dal Centro Studi Idos e dal suo Dossier Statistico sull'Immigrazione 2016. 

Secondo i dati Istat citati nel dossier, sono infatti 5 milioni e 26 mila gli stranieri residenti nel nostro Paese nel 2015 contro i 5 milioni e 200mila italiani che, in base ai dati delle anagrafi consolari, risiedono fuori dalla madrepatria. Nel 2014, gli italiani all'estero e gli stranieri in Italia si equivalevano.

Se l’aumento degli stranieri in Italia sembrava una tendenza naturale con il mutamento dei flussi migratori degli ultimi anni, è invece una novità, negativa, l’aumento del numero dei molti conterranei partiti per altre mete.

I migranti nel mondo sono ulteriormente aumentati, salendo a 244 milioni, spostatisi volontariamente (in prevalenza per ragioni di lavoro e di famiglia) o meno. I migranti forzati nel 2015 sono risultati essere ben 65,3 milioni tra richiedenti asilo, rifugiati e profughi, un picco mai raggiunto in precedenza: tra costoro sono 21,3 milioni i rifugiati e 3,2 milioni i richiedenti asilo in attesa di una decisione sulla loro domanda. Ogni minuto, secondo una stima dell’Unhcr, 24 persone nel mondo sono costrette a lasciare la propria casa per sfuggire a una situazione insostenibile di bisogno o per evitare il pericolo di morte o di privazione della libertà.

Nel dettaglio, il rapporto stima che gli stranieri regolarmente in Italia siano 5 milioni e 498 mila (ai quali si aggiungono 1.150.000 di cittadini di origine straniera che hanno acquisito negli anni la cittadinanza italiana). Provengono in maggioranza da Romania (22,9%), Albania (9,3%), Marocco (8,7%), Cina (5,4%), Ucraina (4,6%). Il loro apporto, secondo il dossier, è “funzionale dal punto di vista demografico”. Da anni infatti la popolazione in Italia è in diminuzione. “Questa tendenza peggiorerà, trovando tuttavia un parziale temperamento nei flussi degli immigrati – si legge nel Dossier”.

Il sostegno degli immigrati ai Paesi di origine è evidenziato dalle rimesse. In Italia si è registrato il picco delle rimesse nel 2011, con 7,4 miliardi di euro, scesi a 5,3 miliardi nel 2015. “Gli invii sono gestiti solo in un decimo dei casi dalle banche, preferite per le grandi transazioni, mentre negli altri casi prevalgono gli operatori di money transfer”. Clamorosa la diminuzione del flusso monetario verso la Cina: da 2,6 miliardi di euro nel 2011 a 0,6 miliardi nel 2015.

Il documento in questione ci informa anche che l'Emilia Romagna si riconferma come regione d'Italia con maggiore incidenza di cittadini immigrati: il 12% contando solo quelli che hanno preso residenza.

La retribuzione media mensile netta tra gli immigrati risulta inferiore del 28,1% rispetto a quella degli italiani. Nel 2015, comunque, gli immigrati hanno rappresentato il 28,9% dei nuovi assunti.

 

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