Migranti in Italia nel 2024: quanti sono e da dove arrivano

di Sara Maddaloni, 10 aprile 2025
Nel corso del 2024, secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, si è registrata una forte diminuzione degli arrivi di migranti via mare in Italia: da 157.651 nel 2023 sono scesi a 66.317.

Nonostante la flessione generale, rimane rilevante il numero di minori stranieri non accompagnati sbarcati nel 2024: 8.043, anche se in calo rispetto ai 17.319 arrivi dell’anno precedente. 

A livello globale, resta drammatico il bilancio delle vittime lungo le rotte migratorie. Nel 2023, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), sono morte 8.938 persone: di queste, 2.452 sono decedute nel mar Mediterraneo, considerato l’itinerario marittimo più pericoloso del mondo. Si tratta del numero di morti più alto mai registrato in un solo anno. 

Da dove vengono i migranti che arrivano in Italia

Nel 2024 la maggior parte dei migranti sbarcati nel nostro Paese proveniva dall’Asia meridionale: 13.779 dal Bangladesh e 12.504 dalla Siria

Come già nel 2023, anche l’anno scorso è tornata ad essere quantitativamente importante l’immigrazione dai paesi dell’Africa occidentale. In particolare, sono arrivati 7.677 migranti dalla Tunisia e 4.296 dall’Egitto.

Le cause delle migrazioni 

Le ragioni che spingono migliaia di persone a intraprendere viaggi pericolosi sono molteplici. Tra le principali, la persistente disuguaglianza nella distribuzione delle risorse economiche. Ma anche i conflitti armati, l’instabilità geopolitica, le conseguenze dei cambiamenti climatici e l’insicurezza alimentare: nel 2024 circa 733 milioni di persone nel mondo hanno sofferto la fame. 

L’accoglienza in Italia: le regioni più coinvolte

Una volta arrivati in Italia i migranti ricevono accoglienza nelle varie regioni del Paese. Ad ospitarne il maggior numero nel 2024 sono state Lombardia e Sicilia, con rispettivamente il 13% e l’11% dei migranti accolti, seguite da LazioCampaniaPiemonte Veneto con circa l’8% delle presenze ciascuna. 

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