La Resurrezione, alcuni fatti

di Giovanni Tridente, 28 marzo 2013

È possibile credere nella Resurrezione di Gesù Cristo - inizio e fondamento della fede cristiana e ragion d'essere della Chiesa nel mondo -, oltre una visione basata totalmente sulla fede? Detto in altri termini, occorre più fede per credere che Gesù sia davvero risorto o piuttosto per credere che Gesù non sia risorto? Mettendo per un attimo da parte la dottrina e la devozione, cerchiamo di capire quali sono alcuni dei fatti e delle "evidenze" che confermano questo evento straordinario, del tutto originale, senz'altro irripetibile e unico nella storia dell'umanità.

Primo fatto: la storicità. Anche se "nessuno è stato testimone oculare dell'avvenimento stesso della Risurrezione e nessun evangelista lo decrive" [Catechismo della Chiesa Cattolica, 647], tuttavia si tratta di un avvenimento realmente avvenuto nella storia, con segni e testimonianze storicamente attestati.

Che Gesù Cristo sia stato pubblicamente giustiziato in Giudea nel 1° secolo d.C., sotto Ponzio Pilato, per mezzo della crocifissione e dietro istigazione del Sinedrio Giudaico, è un fatto ben documentato. Inoltre, i resoconti storici non-Cristiani di Giuseppe Flavio, Cornelio Tacito, Lucio di Samosata, Maimonide e anche del Sinedrio Giudaico stesso, confermano i racconti dei testimoni oculari Cristiani su questi aspetti storici della morte di Gesù Cristo. [http://www.gotquestions.org/Italiano/perche-credere-nella-risurrezione.html#ixzz2OkhSQYYZ].

Secondo fatto: il sepolcro vuoto. Quando le pie donne e i discepoli si recano dopo tre giorni al sepolcro, lo trovano vuoto. Di per sé questo elemento non è una prova diretta, in quanto l'assenza del corpo di Gesù dalla tomba potrebbe anche spiegarsi altrimenti, per esempio attraverso un deliberato trafugamento.

Ma la scena che Pietro si trovò davanti agli occhi non lasciava spazio ad altre interpretazioni: le bende che fasciavano il corpo di Gesù apparivano "distese, afflosciate, senza essere state sciolte o manomesse", "immobili al loro posto", come si evince da una traduzione corretta dall'originale greco raccontata in questo reportage di 30 Giorni. E quindi non ci sarebbe una spiegazione naturale circa la rimozione del corpo dal luogo dove era stato deposto.

La teoria del trafugamento si presenta anche del tutto inconsistente: accusa gli apostoli di frode ma non spiega perché uno che è consapevole di proclamare una falsità, insiste nel proclamarla anche a costo di pagare con la vita... Prima o poi sicuramente sarebbe venuto fuori qualcuno che, per salvaguardare se stesso o i propri familiari, avrebbe rivelato la bugia. Un pazzo ci può anche stare, ma così tanti no! [Radici Cristiane, n. 75, Giugno 2012].

Terzo fatto: le apparizioni. Il Nuovo Testamento (Vangeli, Atti e Lettere degli Apostoli) documenta in maniera rigorosa le numerose apparizioni di Gesù, innanzitutto alle due Marie (Mt. 28, 1-8), a Maria Maddalena (Gv 20, 11-18); ai discepoli nel Cenacolo (Gv 20,19-23; ai viandanti di Emmaus (Lc 24, 13-35; Mc 16, 12-13); a Tommaso (Gv 20, 24-29)... per finire a Paolo e ai 500 fratelli (1Cor 15, 3-9; 20-21). [Cfr. http://www.zenit.org/it/articles/perche-la-risurrezione-e-l-evento-culminante-della-fede-cristiana]

Queste apparizioni manifestano un dato fondamentale, e cioè che è Cristo stesso, per sua iniziativa a mostrarsi, e che il corpo che appare è lo stesso che è stato percosso e crocifisso con ancora addosso i segni della passione. 

Inoltre, il fatto che si sia manifestato alle donne incredule e considerate giuridicamente inattendibili nel contesto ebreo di quel tempo, rafforza la veridicità della manifestazione e quanto riportato dagli evangelisti.

Infine, tutte queste apparizioni sono corroborate dalla concordanza di persone diverse, in situazioni e luoghi diversi.

E se si fosse trattato di allucinazione? L'allucinazione è vedere qualcosa che non esiste nella realtà, ma anche presume riconoscere l'oggetto dell'allucinazione stessa. Eppure c'è l'episodio dei discepoli di Emmaus che spiega come questo 'oggetto di allucinazione' non sia stato riconosciuto, oppure che l'allucinazione 'si fa toccare' (Tommaso) o addirittura consuma cibo... [Radici Cristiane, n. 75, Giugno 2012]

Quarto fatto: la testimonianza oculare di testimoni che possono essere dimostrati sinceri. Anche qui c'è un fatto che conferma la sincerità delle centinaia di testimoni che hanno documentato le proprie esperienze, e cioè quello di non ripudiare mai la verità della Resurrezione di Cristo nonostante prolungate torture, in molti casi addirittura pagando con la vita. Se si fosse trattato di una bugia, perché mantenerla anche a fronte di persecuzioni, prigionie, torture e morte? È davvero irrealistico immaginare di mantener fede ad una bugia che non apporta alcun profitto, anzi si paga al caro prezzo del martirio. [Cfr. http://www.gotquestions.org/Italiano/perche-credere-nella-risurrezione.html]

Quinto fatto: la conversione degli scettici, a cominciare da Paolo di Tarso, che da feroce persecutore della Chiesa ne divenne uno sei suoi difensori più prolifici e devoti, anche in questo caso soffrendo volenterosamente povertà, persecuzione, prigionia e quindi la morte.

Stessa sorte toccò a Giacomo, all'inizio anche se non ostile come Paolo quantomeno scettico. L'incontro con Cristo lo ha reso un fervido credente e quindi leader della Chiesa di Gerusalemme, offrendo la sua testimonianza fino alla morte, come attestano sia il Libro degli Atti che Antichità Giudaiche di Giuseppe Flavio (XX, ix, 1). [Cfr. http://www.gotquestions.org/Italiano/perche-credere-nella-risurrezione.html].

Qualcuno potrebbe obiettare: ma che credibilità hanno i Vangeli come fonte attendibile? Per capirne di più rimandiamo alle 27 risposte che il Prof. Marco Valerio Fabbri dà su questo tema.

Un' "indagine" di Antonio Socci, riportata qui offre invece una selezione di 300 profezie sulla figura del Messia, tratte dal Vecchio Testamento e le loro corripondeze nel Nuovo, da cui emerge che tutte "nessuna esclusa, risultano perfettamente realizzate nella persona e nella vita di Gesù e su nessun altro. Descrivono con una precisione sconvolgente e con secoli di anticipo, i particolari della sua vita".