Italia a crescita zero: siamo sempre più vecchi, diminuisce l’immigrazione

di Saverio Caruso, 03 luglio 2015

In Italia la crescita è ancora meno dell'ormai assodata "crescita zero", ormai il dato è negativo. A sottolinearlo è proprio l’Istat che presenta un quadro preoccupante.  Il dato peggiore dai tempi della prima guerra mondiale, peggio anche di quello del 2012. Nel corso del 2014 sono avvenuti 598.364 decessi a fronte di 502.596 nascite. Il saldo tra nati e morti è quindi di 95.768 unità.

12mila nati in meno rispetto al 2013. Pur rappresentando il 14,9% del totale dei nati, non aumentano neppure i bimbi stranieri. Tuttavia sono i flussi migratori quelli che agiscono in modo positivo, seppur lievemente. La popolazione straniera, è aumentata nel 2014 di 92.352 unità, portando il totale dei cittadini stranieri residenti a 5.014.437, pari all’8,2% dei residenti.

Dal punto di vista territoriale, solo le province autonome di Trento e Bolzano presentano l'unica eccezzione alla crescita zero e alla drammatica situazione nazionale, mentre i ricercatori individuano nel Sud, l’area in cui la natalità è più ridotta (anche a causa di tanti giovani diretti verso il Nord dove, infatti, l’invecchiamento della popolazione è più alto).

Qualche numero in più sulla crescita zero? I dati Istat sono ben più dettagliati: A livello regionale l’età media è più elevata in Liguria (48,3 anni) seguita da Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Piemonte e Umbria, che presentano valori superiori ai 46 anni. Regioni con valori al di sotto della media nazionale sono Trentino-Alto Adige (42,9 anni), Lazio (44,1 anni), Sicilia (42,9 anni) e Campania (41,5 anni). Nel nostro Paese ci sono più over 65 (il 21,7%) e meno under 15 (13,8%). Cresce la quota di chi ha più di 80 anni: ogni anno un punto decimale in più, pari al 6,5% della popolazione. Aumentano anche gli ultracentenari: al 31 dicembre 2014 se ne contavano 19mila (3mila uomini e 16mila donne).

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