La Spagna ha invertito l'inverno demografico, supererà la popolazione italiana

di Raffaele Buscemi, 21 aprile 2026

L’Europa si avvia verso quello che molti demografi definiscono un vero e proprio “inverno demografico”: una fase prolungata di calo della popolazione accompagnata da un rapido invecchiamento. Le proiezioni di Eurostat indicano che entro la fine del secolo l’Unione europea perderà decine di milioni di abitanti, con effetti potenzialmente rilevanti sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici, sulla sanità e, più in generale, sulla capacità di crescita economica.

In questo scenario l’Italia emerge come uno dei Paesi più esposti. La combinazione di una natalità tra le più basse al mondo e di una popolazione già oggi molto anziana produce una dinamica particolarmente sfavorevole: nei prossimi decenni il numero degli abitanti è destinato a ridursi in modo significativo, mentre la quota di persone in età lavorativa continuerà a restringersi. Il risultato è un progressivo squilibrio tra chi lavora e chi è in pensione, con inevitabili ripercussioni sui conti pubblici e sulla tenuta del welfare.

A rendere ancora più evidente la difficoltà italiana è il confronto con la Spagna, un Paese che presenta anch’esso bassi livelli di fecondità ma che, secondo le stime, riuscirà comunque a mantenere una popolazione più stabile, fino a superare l’Italia per numero di abitanti intorno al 2060. La differenza principale non sta tanto nel numero di figli per donna, quanto nella capacità di attrarre e integrare flussi migratori. Negli ultimi anni Madrid ha adottato politiche più aperte e strutturate, riuscendo a compensare almeno in parte il calo delle nascite con l’ingresso di nuovi lavoratori, spesso provenienti dall’America Latina.

Il punto centrale, dunque, non è soltanto demografico in senso stretto, ma riguarda il modello economico e sociale. Un Paese che invecchia e perde popolazione attiva rischia di rallentare strutturalmente, a meno che non riesca a intervenire su più fronti. Ma come ha fatto il paese iberico a invertire il trend demografico? In realtà uno studio del Financial Times ha rivelato che il fattore determinante nella crescita della Spagna è una gestione più liberale dell'immigrazione voluta dal governo Sánchez dal 2022. Dal 2022, la popolazione è aumentata di 1,6 milioni proprio grazie al flusso dei lavoratori in arrivo nel Paese. Il 44% arriva dall'America Latina, il che facilita notevolmente la loro integrazione sociale grazie alla lingua comune. Il risultato è che in Spagna gli ingressi per lavoro in percentuale sulla popolazione totale sono quasi il triplo di quelli italiani (dati Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani) con 20 milioni, quasi, di abitanti in meno.

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