Italia nel 2024: economia in ripresa, ma cala la natalità

di Sara Maddaloni, 6 giugno 2025

Quali trasformazioni hanno interessato l’Italia nel 2024 sul piano demografico, sociale ed economico? A offrirne un quadro dettagliato è la trentatreesima edizione del Rapporto annuale dell’Istat. Di seguito riportiamo i punti principali. 

Occupati e energia rinnovabile in aumento

Nel 2024 l’economia italiana si è espansa a un ritmo contenuto: la crescita del Pil è stata pari allo 0,7%, esattamente come nel 2023.

Conseguenza della crescita economica è stato il buon andamento del mercato del lavoro. Nel 2024, il numero di occupati è aumentato dell’1,5%, arrivando ad essere, a fine anno,  23,9 milioni.

Negli ultimi vent’anni, la produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia è triplicata, arrivando a circa 130 TWh (pari al 41,2% della domanda di energia elettrica). Resta, però, ancora indietro rispetto a Paesi europei come Germania, Spagna e Francia. 

Meno nascite e record di ultracentenari 

A inizio 2025, la popolazione residente in Italia è scesa sotto i 59 milioni. Tale diminuzione è stata determinata soprattutto dal calo della natalità, sfavorita dal ridotto numero di donne in età fertile.

L’anno scorso, si sono registrate 370 mila nascite e la fecondità ha toccato un minimo storico di 1,18 figli per donna. 

L’Italia è uno dei Paesi europei più longevi. Nel 2024 un quarto dei residenti aveva almeno 65 anni, e gli ultraottantenni erano quasi 4,6 milioni.

Il numero di ultracentenari, invece, ha raggiunto il record, superando i 23.500.

Le trasformazioni demografiche hanno inciso anche sulla struttura delle famiglie, che sono sempre più piccole: nel 2024 quelle monopersonali hanno superato il 35% e le coppie con figli sono scese al 28,2%.

Resta, inoltre, particolarmente elevata la quota di under 35 italiani che continua a vivere nella famiglia di origine: circa due terzi, contro una media europea del 49,6%. L’ostacolo maggiore è la difficoltà nel raggiungere l’indipendenza economica.

Istruzione ancora sotto la media europea

Nonostante i miglioramenti riscontrati negli ultimi anni, il livello di istruzione degli italiani resta inferiore alla media europea: solo due terzi degli adulti hanno almeno un diploma di scuola superiore e uno su cinque possiede una laurea. 

L’abbandono scolastico precoce resta una criticità, in particolare tra i giovani stranieri e nel Mezzogiorno. Ad incidere è principalmente la condizione socio-economica delle famiglie.

Seguici su Spotify, Tik Tok, Instagram, Facebook e Twitter. Sostieni Documentazione.info. Conosci il nostro servizio di Whatsapp e Telegram