Le risorse per uscire dalla crisi? Donne e immigrati

di Stefano Grossi Gondi, 14 maggio 2014

Il Censis ha presentato recentemente una ricerca sui fattori vitali che possono aiutare la società italiana a ripartire dalla crisi. La ricerca ne ha individuati quattro: i territori con maggiore vigore economico; le donne, definite "acrobate multitasking”; gli immigrati che acquistano autonomia imprenditoriale; i giovani pendolari globali, cioè quei 3,7 milioni di under 35 che vivono e lavorano all'estero per un certo periodo dell'anno. 

In generale, pur nella crisi emerge negli italiani voglia di vivere, di partecipare ad eventi culturali ed enogastronomici. E c'è pure l'orgoglio di essere italiani, espresso dal 94,5 degli intervistati.

 

Donne acrobate multitasking

I dati dicono che quasi un quarto delle imprese italiane sono dirette da donne, con un aumento di 10mila unità negli ultimi due anni. In generale, hanno per capo una donna 6,2 milioni di occupati e il 67% degli occupati maschi non riscontra differenze attribuibili al genere. Un 15% pensa che una donna come capo sia meglio. 

Donne impegnate nel lavoro, ma capaci di non perdere il loro ruolo in casa: 7,6 milioni di donne lavoratrici fanno la spesa, 7,5 milioni cucinano regolarmente, 5,4 milioni stirano, 3 milioni fanno lavori di cucito. Molte di loro si dedicano anche alla manutenzione della casa, montando mensole e mobili (1,2 milioni), facendo riparazioni elettriche (1 milione) e idrauliche (900mila).

 

Immigrati imprenditori

Gli imprenditori nati all'estero presenti in Italia sono quasi 380mila, con un aumento del 16,5% rispetto al 2009. Il settore più dinamico è quello commerciale: i titolari stranieri di negozi al dettaglio è cresciuto del 21,3% e di conseguenza sono aumentati i clienti regolari italiani dei negozi etnici. Adesso sono 6 milioni, il 62% dei quali a ragione dei prezzi convenienti.

 

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