Italiani: poca cultura religiosa ma molta fede

di Raffaele Buscemi, 21 novembre 2013

La cultura religiosa, intesa come conoscenza della basi che compongono la propria religione, sembra essere uscita dalle conoscenze degli italiani. Per esempio: meno di un italiano su tre riesce a citare correttamente tutti e quattro gli evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). Neppure uno su quattro sa indicare le tre virtù teologali (fede, speranza e carità).

Questi e altri dati, abbastanza impietosi, sono presenti nel volume «Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia» che sarà pubblicato da  Il Mulino  nei prossimi mesi e che è stato citato in un articolo dell'Avvenire. Lo studio commissionato dalla Chiesa Valdese all’istituto Gfk-Eurisko è stato svolto su un campione rappresentativo dell’intera popolazione italiana.

Dal sondaggio - condotto su un campione di 2mila persone – emergono dati già acquisiti come il fatto che il 92% degli italiani si dice cattolico e quasi il 90% afferma di aver ricevuto un’educazione cattolica anche se solo l’11% degli intervistati afferma di andare in chiesa regolarmente. La novità della ricerca sta nell’indagare il grado di conoscenza religiosa degli italiani. Il primo dato che emerge è che la Bibbia è letta pochissimo: solo il 29,3 % degli intervistati avvicina il testo sacro fuori dalle celebrazioni liturgiche.

Non per niente domandare chi ha dettato i dieci Comandamenti significa vedersi citare in otto casi su dieci un nome impossibile. E poi sentirsi dire che la «mano» è stata quella di Mosè (22%) o di Gesù (9%), finché non si arriva alla risposta giusta: Dio (indicato dal 49%).

Eppure, nonostante le carenze sull'aspetto più prettamente nozionistico, la dimensione religiosa non è ai margini della vita quotidiana considerando che – come mostra la rilevazione Eurisko – tre italiani su quattro pregano anche fuori delle celebrazioni, rivolgendosi a Dio (47%), alla Vergine (31%), a Cristo (21%) e ai santi (12%). Dalla ricerca emerge che gli italiani si aspettano risposte al loro bisogno di sacro dalla scuola o dall’università, dai media e dalle parrocchie o dalle comunità religiose di appartenenza. Ma i riscontri che giungono dal pianeta istruzione e dai mezzi di comunicazione sono considerate insoddisfacenti, mentre per gli intervistati le parrocchie svolgono un ruolo educativo importante in una società plurale.