Barbero: nell’antichità i rapporti tra uomini erano molto diversi da come li immaginiamo

di Raffaele Buscemi, 22 settembre 2026

Quando si parla di omosessualità nel mondo greco e romano, è facile immaginare società molto più libere della nostra, nelle quali i rapporti tra persone dello stesso sesso erano semplicemente accettati senza particolari tabù. Ma, spiega lo storico Alessandro Barbero, la realtà era decisamente più complessa. Ecco come descrive il fenomeno in una puntata di "Chiedilo a Barbero".

«Chiaramente sia i greci sia i romani accettavano l’omosessualità maschile in un modo che a noi dà un’impressione di assoluta libertà. No, ecco. Poi vai a vedere. Non è proprio così».

Il problema è che le categorie con cui oggi interpretiamo le relazioni affettive e sessuali non possono essere trasferite automaticamente nel mondo antico.

Barbero porta l’esempio della società greca, nella quale potevano essere considerate normali pratiche che oggi giudichiamo in modo completamente opposto:

«I greci, per esempio, consideravano assolutamente normale e anzi positiva una cosa che nella società aveva una funzione positiva, una cosa che per noi invece è il peggio del peggio immaginabile: un uomo adulto che fa sesso con un ragazzino».

Un comportamento che oggi costituisce uno degli abusi più gravi era quindi inserito, in determinati contesti del mondo greco, all’interno di modelli socialmente riconosciuti.

Al contrario, continua Barbero, proprio una relazione che oggi siamo abituati a identificare come omosessuale sarebbe stata guardata con tutt’altri occhi:

«Invece è una cosa che noi oggi abbiamo imparato faticosamente ad accettare, cioè due uomini maturi che formano una coppia e si vogliono bene: i greci si sarebbero messi a ridere».

Anche il desiderio tra due uomini adulti non godeva dunque di quella libertà che spesso attribuiamo genericamente al mondo classico.

«L’idea di un uomo maturo che desiderava avere rapporti con un altro uomo… il ragazzino sì, va bene che lo desideri. L’uomo maturo, i greci lo avrebbero preso, e lo prendevano, in giro».

La conclusione dello storico mette così in discussione tanto l’immagine di un’antichità sessualmente repressa quanto quella, opposta, di una società completamente libera da norme e pregiudizi:

«Quindi non è proprio l’assenza di pregiudizi, di tabù, non è la piena libertà. Sono comportamenti però indubbiamente diversi dai nostri.