di Bruno Mastroianni, 26 maggio 2009

Negli USA un sondaggio Gallup della la settimana scorsa, ha rilevato che per quanto riguarda l'aborto il 51% degli americani oggi si definisce “pro-life”, mentre solo il 42 per cento si definisce “pro-choice” (per la libertà di scelta). Insomma il numero di americani che pensano che l’aborto dovrebbe essere legale “in ogni circostanza” è sceso. L’anno scorso lo stesso sondaggio dava il 50 per cento degli americani “pro-choice” e solo il 44 per cento “pro-life”. I “pro-life” non avevano mai superato il 46 per cento.
È interessante ciò che ha detto il Presidente Obama, il 17 maggio scorso, ricevendo la laurea honoris causa alla Notre Dame University. Pur non rinunciano alle sue posizioni per la libertà di scelta in materia di aborto nel suo discorso ha gettato ponti e riconosciuto la "dimesione sia morale sia spirituale" della questione e ha proposto: "lavoriamo assieme per ridurre il numero di donne che cerca di abortire". Parole equilibrate che almeno riconoscono la problematicità del tema.
È interessante ciò che ha detto il Presidente Obama, il 17 maggio scorso, ricevendo la laurea honoris causa alla Notre Dame University. Pur non rinunciano alle sue posizioni per la libertà di scelta in materia di aborto nel suo discorso ha gettato ponti e riconosciuto la "dimesione sia morale sia spirituale" della questione e ha proposto: "lavoriamo assieme per ridurre il numero di donne che cerca di abortire". Parole equilibrate che almeno riconoscono la problematicità del tema.
Storie di ex abortisti: da Norma McCovey a Nathanson fino al caso del film "Bella"
Di fatto proprio dagli Stati Uniti provengono alcune interessanti storie di ex-abortisti oggi diventati sostenitori della difesa della vita. Norma McCovey, la ragazza che nel 1973 fu la protagonista della famosa sentenza che determinò la legalizzazione dell’aborto in 50 Stati dell’Unione, è oggi in prima linea per la difesa della vita. Poi c'è Bernard Nathanson: ginecologo, e abortista convinto che, dopo l’introduzione dell’ecografia si rese conto della realtà: nella sua autobiografia ha spiegato le dinamiche utilizzate dalla propaganda pro-aborto per modificare l’opinione pubblica americana. Infine il caso di “Bella” il film pro-life che nonostante un modesto budget ha riscosso grande successo negli States per la capacità di raccontare la realtà di una gravidanza indesiderata che non finisce in un aborto.
Dopo 30 anni alcuni ripensamenti: l'opinione sulla Chiesa e su Benedetto XVI
Dalle battaglie per la legalizzazione dell'aborto sono passati oltre 30 anni. Sembra che dopo tutto questo tempo il rumore dell’ideologia si stia attenuando lasciando spazio alla realtà. Oggi su questi temi si riflette di più. Non è un caso che ci siano segnali di stima da parte degli americani verso la Chiesa cattolica. Secondo gli ultimi dati il numero dei nuovi cattolici americani battezzati durante la pasqua 2009 è stato di 150mila e un recente sondaggio dei Cavalieri di Colombo dice che più del 50% degli americani ha un’opinione favorevole di Benedetto XVI e gradisce ascoltarlo su temi come l’aborto, le cellule staminali e la famiglia.
L'aborto come questione morale
La coerenza delle posizioni cattoliche sulla vita, che in questi 30 anni non sono mai cambiate, sembra si stia dimostrando un fattore di credibilità agli occhi di molti che, di fornte all'aborto, al di là delle cristallizzazioni ideologiche si pongono anzitutto il problema morale.
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