Gli adolescenti: non c'è solo il sesso

di Alessandra Carboni, Corriere.it, 18.2.08
NEW YORK - Chi lo ha detto che gli adolescenti pensano solo al sesso e che sbuffano annoiati quando gli si parla di amore e romanticherie varie? Non è vero che tra i banchi di scuola superiore i compagni di avventure si scambiano commenti e impressioni solo sulle forme delle giovani compagne o fantasticherie su bellezze meno accessibili, come veline e starlette varie: nei loro discorsi ci sono anche sentimenti e pensieri dolci e appassionati. È uno studio pubblicato sul Journal of Adolescence a ridisegnare il profilo dei giovani maschi, smentendo lo stereotipo secondo il quale i ragazzi di 15-16 anni (e dintorni) sarebbero guidati nelle relazioni con l'altro sesso principalmente dall'ormone.

LA RICERCA - Secondo quanto emerso dal report realizzato...

Educazione separata, una scelta ragionevole

di Sergio Fenizia, “Studi cattolici”, n° 542, aprile 2006.
All'inizio di quest'anno la Svezia ha cominciato a rivalutare i benefici dell'educazione separata nell'apprendimento scolastico. Per ora si è trattato di un iniziativa limitata nella durata (sei settimane) con un solo istituto coinvolto (la Adolfsberg School di Örebro, vicino Stoccolma). Ma quello della Svezia non è certo il primo caso: già nei primi anni '90 gli Stati Uniti sperimentavano l'adozione di classi separate anche in contesti difficili, con l'apertura della Young Women’s leader­ship school a New York, nel Bronx. Per capire a che punto è il dibattito sul tema dell'educazione separata, riportiamo un contributo apparso su Studi Cattolici, che analizza la questione più da vicino. 
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Ragazze, a scuola senza maschi studiano di più

da Repubblica, articolo di Enrico Franceschini e The Guardian, articolo di Polly Curtis, 20 marzo 2009
LONDRA - Le ragazze vanno meglio a scuola se la classe, e magari anche tutta la scuola, è femminile. Separate dai maschi, ottengono voti migliori, fanno maggiori progressi, hanno un rendimento scolastico più soddisfacente. Lo afferma un vasto studio condotto in Gran Bretagna sulle studentesse dagli 11 ai 18 anni, ovvero dalla scuola elementare alla fine di quella secondaria superiore. L'analisi sui voti ottenuti da 700 mila alunne, tutte nel settore della scuola statale, indica consistentemente che quelle che studiano in scuole femminili vanno meglio di quelle che studiano in scuole miste. In particolare, la ricerca, effettuata dalla Good Schools Guide, una guida all'istruzione scolastica, e pubblicata oggi con ampio rilievo dal quotidiano Guardian di Londra in...

La libertà di educazione in Italia

Rielaborazione di Documentazione.info da varie fonti, 12 marzo 2008
Si torna spesso a parlare di scuola e di libertà di scelta educativa da parte dei genitori. In Italia il sistema scolastico, non ancora pienamente parificato, impedisce che tale diritto possa essere esercitato completamente.
Per il dibattito sembrano illuminanti alcuni dati usciti in questi giorni su diversi organi di stampa.

Il costo degli studenti
In un articolo de Il Tempo del 3 marzo vengono riportati alcuni dati interessanti sul costo degli alunni per la scuola: “Uno studente delle paritarie costa molto meno di quello di una scuola pubblica. Per un bambino delle materne, lo Stato spende poco più di 6mila euro, contro i 584 della scuola paritaria. Stesso discorso per...

Internet, bimbi soli in rete

Avvenire, 21 ottobre 2006
Troppi bimbi lasciati soli in rete. È quanto emerge da un'indagine Swg, la prima a livello nazionale, sull'uso della rete da parte dei minori. Dall'indagine, condotta su un campione di 5mila genitori e docenti, emerge che il 40% dei genitori non si preoccupa dei rischi del web, nonostante quasi tutti navighino abitualmente su internet, e che un bimbo su quattro naviga senza controlli.
Nel 25 per cento dei casi il computer è nella stanza dei ragazzi e il 28 per cento delle famiglie non ha caricato sul pc software di “parental control” per bloccare l’accesso a siti inadatti ai ragazzi.
Ma i bimbi navigano eccome: il 43 per cento tutti i giorni, il 25 per cento due o tre volte la settimana, per cercare informazioni, scambiare mail, scaricare musica e...

La libertà di scelta migliora la scuola

di Roberto Persico, Tempi num.22 del 31 maggio 2007
Il voucher scolastico funziona, parola di Economist. La questione, nelle sue linee generali, è nota: il voucher nasce dall'idea, formulata per la prima volta dall'economista Milton Friedman nel 1955, secondo cui lo Stato dota ogni cittadino di un assegno virtuale (il voucher, appunto) da spendere per l'istruzione dei figli nella scuola di sua scelta, chiunque ne sia il gestore. «Lo Stato paga, i genitori scelgono, le scuole competono, gli standard salgono, tutti guadagnano» sintetizzava Friedman. Ugualmente note le obiezioni degli oppositori, riconducibili sostanzialmente a tre: la gente non è in grado di valutare quale sia la scuola migliore; per accaparrarsi i "clienti" le scuole abbasserebbero gli standard di insegnamento; il sistema della scelta non farebbe...

I vantaggi delle scuole omogenee

Andrew Mullins, Headmaster of Redfield College, Mercatornet luglio 2007
Le ragioni dei due schieramenti
The comparative benefits of single-sex and coeducational schooling have been much debated over the past 50 years. The proponents of single-sex education argue that boys and girls have differing needs and that their styles of learning are different. They point to data demonstrating the comparative under-performance of both boys and girls in co-ed classrooms. Proponents of coeducation argue that mixed education is more in keeping with the mores of modern Western society, and that children from co-ed schools are better adjusted. Both contend that their own approach is truly holistic.

La crisi della famiglia aumenta la diffusione dell’educazione con...

L'ossessione del figlio perfetto

di C. De Gregorio, www.repubblica.it 11 gennaio 2008
Diciassette luglio, servizio nel tg delle otto di sera: la pasta corta ha superato nei consumi la pasta lunga. Gli italiani mangiano più maccheroni e meno spaghetti, i produttori si sono già adeguati: triplicati i fusilli. Motivo? I bimbi mangiano meglio la pasta corta, non sanno arrotolare le fettuccine. I genitori, docili, eseguono. Intervista ad un esperto. Un cuoco? Un critico gastronomico? Niente affatto: un gastroenterologo. Il medico compare sullo schermo in camice, dice che in effetti la digestione della pasta corta è più rapida. Stressa meno lo stomaco. Pazienza per le trenette al pesto, fine del servizio. Le esigenze del bambino e i consigli della scienza contro il piacere della carbonara: uno a zero, non c'è rivincita.

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I pediatri: la TV peggiora i comportamenti dei bambini

Ansa, 22 novembre 2005
La Tv 'cattiva maestra' per eccellenza. Passare tante ore davanti alla televisione condiziona infatti in peggio tutti i comportamenti degli adolescenti: da quelli alimentari (i giovani tv-dipendenti consumano più alcol, snack e fuoripasto) a quelli sociali (hanno minore fiducia negli adulti e considerano fondamentali status-symbol come gli abiti alla moda).

 E' l'identikit tracciato dall'Indagine 2005 sulle abitudini e i comportamenti degli adolescenti, realizzata dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) su un campione nazionale di 1260 studenti delle scuole medie inferiori di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Il primo dato riguarda proprio il consumo televisivo: Continua ad aumentare, con un trend che sembra inarrestabile. A guardare la Tv più...

Papa Wojtyla mi disse «Il regime ci provò anche con me»

di Joaquin Navarro-Valls, La Repubblica 8 gennaio 2007
La nomina e successiva dimissione di Monsignor Wielgus e lo scalpore della confessione della sua collaborazione con i servizi segreti polacchi mi hanno fatto pensare a due episodi che mi sono capitati alcuni anni fa.

Il vescovo ucraino
Era il giugno del 1988 ed ero a Mosca con il cardinale Casaroli in occasione della celebrazione del Millennium cristiano della Russia. Erano passati soltanto tre anni da quando Gorbaciov era salito al potere, e la sua perestroika era ancora soltanto una ipotesi. Alle 16.30 nella camera dell'albergo Sovietskaja dove soggiornavo ricevetti una telefonata. All'inizio la voce cominciò a parlarmi in russo; poi, di fronte alla mia richiesta di passare all'inglese, sentii...