Le chiese sono aperte o chiuse durante la settimana di Pasqua?

di Tommaso Cardinale, 6 aprile 2020

Ieri diversi media hanno parlato dell’apertura delle chiese e della partecipazione dei fedeli alle celebrazioni della settimana santa. In realtà la questione sulle chiese aperte o chiuse è stata chiarita la settimana scorsa dalle autorità competenti, grazie a una nota della Direzione centrale degli Affari dei Culti del Ministero dell'Interno indirizzata alle autorità ecclesiastiche.

La nota, che è stata ampiamente spiegata e commentata dalla CEI, risponde in modo molto chiaro alla domanda sulle chiese aperte o chiuse durante la settimana di Pasqua.

Durante la settimana di Pasqua chi può assistere alle celebrazioni?

Le chiese in questo momento sono aperte, ma le celebrazioni avvengono senza il popolo, in una forma che comunemente viene chiamata "privata". Questo principio viene applicato anche alle celebrazioni di Pasqua. Durante la settimana di Pasqua l’accesso alle celebrazioni è infatti limitato ai “celebranti, al diacono, al lettore, all'organista, al cantore e agli operatori per la trasmissione”. Questo perché i suddetti ”avranno un giustificato motivo per recarsi dalla propria abitazione alla sede ove si svolge la celebrazione e, ove coinvolti in controlli o verifiche da parte delle Forze di polizia” potranno esibire una valida autocertificazione. In queste circostanze e per queste categorie di persone il servizio liturgico è assimilabile alle “comprovate esigenze lavorative”.

Si può andare in chiesa per pregare da soli?

Ecco cosa dice al riguardo la nota: “è necessario che l'accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative, ovvero per situazione di necessità e che la chiesa sia situata lungo il percorso, di modo che, in caso di controllo da parte delle Forze di polizia, possa esibirsi la prescritta autocertificazione o rendere dichiarazione in ordine alla sussistenza di tali specifici motivi".

Quindi si può andare a pregare da soli in una chiesa aperta a patto che questa si trovi su un tragitto che è possibile percorrere in virtù di necessità o comprovate esigenze lavorative.

Nelle FAQ del sito del Governo si legge "L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa".  Allo stesso tempo è possibile visitare luoghi di culto più lontani nel caso in cui, sempre che le esigenze lavorative o di necessità richiedano lo spostamento, "si trovino lungo il percorso già previsto". Mentre "resta ferma tuttavia la sospensione di tutte le cerimonie, anche religiose".

Quindi si può andare a pregare da soli in una chiesa aperta a patto che questa si trovi nelle vicinanze della propria abitazione o su un tragitto che è possibile percorrere in virtù di necessità o comprovate esigenze lavorative.

Ci si può sposare in chiesa durante la quarantena?

Anche sulla questione matrimoni la nota è molto chiara e rimane il principio dell’osservanza alle norme sanitarie: i matrimoni "non sono vietati in sé [...]. Ove dunque il rito si svolga alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni - e siano rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i partecipanti - esso non è da ritenersi tra le fattispecie inibite dall'emanazione delle norme in materia di contenimento dell'attuale diffusione epidemica di Covid-19.

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