La Bibbia, tutt’altro che misogina

Il Foglio, 11 ottobre 2008
La Bibbia non è misogina, e i numeri lo dimostrano. La difesa delle sacre scritture questa volta arriva da oltremanica, dove l’anglicanissima (è presieduta da Sua maestà in persona) Bible Society ha pubblicato un accurato studio sulla terminologia usata per parlare delle donne.

Nella descrizione di 60 personaggi femminili su 175 compaiono parole come “benedetta”, “virtuosa” e “bella”, mentre soltanto 13 donne si meritano attributi negativi. Virtù e conseguenti elogi non hanno sesso, anzi: la “saggezza” è donna in molte pagine. Le sante bibliche sono quattro volte tanto le peccatrici e tutte coloro che stanno nel mezzo sono figure “neutre”, come sorelle o vicine di casa. Per non parlare poi dell’atteggiamento rivoluzionario di Gesù nei confronti di tutte le figure femminili.

Eppure a qualcuno le cifre potrebbero non bastare. Ed ecco allora una femminista doc, Phyllis Tribble, ricercatrice ed esperta del testo sacro, dire al Times che alla fine è tutta colpa dell’interpretazione. O ancora peggio della traduzione: la parola ebraica “ezer” usata per Eva non indica la sua inferiorità rispetto ad Adamo, anzi. E persino il serpente le si rivolge usando il plurale, perché parla in nome della coppia. “Al contrario di quello che ci hanno sempre raccontato – dice – parlando con autorità e chiarezza, Eva è teologa, filosofa etica, ermeneutica e rabbino”.