In God they trust

Zenit, 26 giugno 2008
WASHINGTON, D.C. - Secondo i Vescovi degli Stati Uniti, i risultati di un'indagine della Pew sulla religione e la vita pubblica confermano che gli Americani si identificano con la religione.
L'Arcivescovo Donald Wuerl, presidente del Comitato episcopale per l'Evangelizzazione e la Catechesi, ha commentato i risultati del Forum sulla Religione e la Vita Pubblica, diffusi lunedì. La ricerca è stata condotta l'anno scorso tra maggio e agosto e si basa sulle risposte di più di 35.000 adulti americani.
L'indagine rivela una serie di dati, tra cui l'aderenza alla tradizione religiosa e il legame tra la frequenza della partecipazione e le idee politiche, mostrando che la gran parte degli Americani, quasi il 92%, crede in Dio o in uno spirito universale.

Identificazione con la religione
“La storia mostra che la fede religiosa è molto importante per gli Americani”, ha sottolineato il presule. “In ogni momento del nostro passato, gli Americani hanno invocato Dio per ottenere guida, protezione e direzione. C'è una chiara identificazione con la religione in America che, per i cattolici, riflette gli sforzi dei sacerdoti, dei catechisti e degli insegnanti nella nostra storia”.
Lo studio ha anche rivelato che il 74% degli Americani crede nel paradiso e solo il 59% nell'inferno. Il 63% crede nelle Scritture come la Parola di Dio. Il 63% degli intervistati con bambini dice di pregare e di leggere le Scritture con i figli, e il 60% chiede per loro programmi di educazione religiosa.
Lo studio nota anche che la maggior parte degli Americani ha un approccio non dogmatico alla fede e che la maggioranza di quanti sono collegati a una tradizione religiosa concorda sul fatto che ci sia più di un modo per interpretare l'insegnamento della fede.

Enorme sete di verità
Il 40% nota un conflitto tra la società moderna e la religione, e il 42% sostiene che Hollywood minacci i valori.
Padre Brian Bransfield, esperto del Segretariato episcopale per l'Evangelizzazione e la Catechesi, ha riflettuto sui risultati, affermando che “è difficile quantificare l'enorme sete di verità tra le famiglie e le persone di ogni età, come dimostra la risposta alla recente visita di Papa Benedetto XVI negli Stati Uniti”.
“Questa sete è a volte indirizzata in modo sbagliato attraverso gli effetti del secolarismo, con l'individualismo e il consumismo al centro di tutto”, ha aggiunto, affermando che la risposta della Chiesa in ogni caso è un “impegno sempre rinnovato a forti sforzi catechetici”.