
Un’esperienza come il Cammino di Santiago ti può cambiare la vita: una ricerca dell’Università di Saragozza sta misurando quali sono gli effetti a breve e medio termine del Cammino di Santiago sul benessere psicofisico di chi vi prende parte.
Si chiama Proyecto Ultreya e ha già raccolto, tramite un apposito form sul suo sito, migliaia di contributi da parte di persone che hanno partecipato al Cammino di Santiago.

Gli effetti finora misurati
Lo studio è coordinato da uno psichiatra dell’Università di Saragozza, Javier García Campayo e prevede che i partecipanti rispondano ad alcune decine di domande sulla propria condizione sociale, psicologica e demografica. L’obiettivo è di misurare gli stati d’animo, la soddisfazione nella vita e la felicità degli individui che hanno compiuto il Cammino, analizzandone la capacità di focalizzarsi sui propri obiettivi e di compiere scelte in maniera cosciente e in accordo con i propri valori.
Inoltre, «quello che vogliamo vedere – ha dichiarato il dottor Campayo – sono i cambiamenti che l’esperienza produce attraverso la fatica o il dolore – psicologico, sociale e spirituale».
Per quanto i risultati definitivi dello studio non siano stati ancora pubblicati (lo saranno nell’estate 2019), si può dire che ciò che è emerso fino a questo momento è che il Cammino di Santiago (così come probabilmente altri pellegrinaggi simili) avrebbe “positivi effetti terapeutici” sui pellegrini consentendo di socializzare (aumentando così la fiducia verso gli altri), migliorando l’autostima e stimolando la riflessione.
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