Cosa sta succedendo in Nepal?

di Raffaele Buscemi, 15 settembre 2025

Caos in Nepal: la censura dei Social accende la rivolta

La settimana scorsa il Nepal è stato teatro di eventi drammatici: il paese è caduto nel caos, il parlamento è andato in fiamme, il presidente è fuggito in elicottero e la moglie del primo ministro dimissionario è stata bruciata viva in casa sua. La scintilla che ha scatenato questa esplosione di violenza è stata la censura da parte del governo di tutti i principali social network e mezzi di comunicazione.

In risposta, i giovani sono scesi in piazza, portando a oltre 30 morti e circa 1300 feriti. Tuttavia, il blocco dei social è stata solo l'ultima goccia in una situazione già critica. Dalla fine della monarchia nel 2008 — dopo che il principe ereditario uccise 10 membri della sua famiglia nel 2001 — il Nepal ha visto succedersi 10 governi diversi in soli 15 anni. Nessuno di questi ha introdotto riforme strutturali, e tutti si sono reciprocamente accusati di nepotismo e corruzione. DI fatto il potere resta nella mani dell'esercito che non ha fatto nulla per evitare gli incendi e i saccheggi che si vedono sulle immagini che girano nei social network.

Il paese si è sviluppato poco, con il 60% della popolazione impiegata nell'agricoltura e il 30% del PIL dipendente dalle rimesse dei lavoratori immigrati. La disoccupazione giovanile supera il 20% e l'industria stenta a crescere, rendendo il Nepal molto dipendente dalle importazioni. Tutto ciò ha alimentato un profondo sentimento di indignazione e odio verso i governanti, che la censura ha fatto esplodere. Resta da vedere se questi atti di violenza basteranno a cambiare il paese a lungo termine.