Chi era André-Marie Ampère, padre dell’elettrodinamica e uomo di profonda fede

di Sara Maddaloni, 18 luglio 2025

André-Marie Ampère nacque il 22 gennaio 1775 a Poleymieux-les-Mont-d’Or, un comune francese situato nei pressi di Lione.

André-Marie ricevette la formazione quasi esclusivamente da autodidatta e si rivelò un ingegno assai precoce.  Nell’istruzione giovanile si dedicò specialmente alle scienze naturali, alla fisica e alla metafisica, ma non mancarono interessi letterari: studiò, infatti, tutti i volumi dell’Enciclopedia di D’Alembert e Diderot. 

Nel 1793, durante il periodo del Terrore, suo padre fu giustiziato sulla ghigliottina e a causa delle difficoltà economiche, André-Marie dovette rinunciare agli studi e alla ricerca scientifica, riprendendoli solo dodici anni dopo a Parigi.

Nel 1796 Ampère conobbe Julie Caron, che sposò tre anni più tardi.

La fede cattolica

Il giovane Ampère fu educato dai genitori ad una solida fede cattolica.  La sua vita, infatti, fu caratterizzata da un vivo senso di responsabilità morale e sociale, nonché da un profondo sentimento religioso. Negli anni successivi al matrimonio, però, si manifestano in André-Marie dubbi e incertezze di carattere religioso. 

L’intima lotta contro il dubbio ebbe termine dopo la prematura morte di Julie, nel 1804, quando Ampère, addolorato, compose una toccante supplica rivolta a Dio: «O Signore, Dio di misericordia, degnati di unirmi in Cielo a coloro che Tu mi hai permesso di amare sulla terra». 

Le questioni religiose costituirono l’argomento principale di numerose discussioni di Ampère con gli amici più cari. Con loro, infatti, era solito riunirsi il venerdì sera per esaminare i principi della dottrina cattolica e studiare le evidenze razionali che supportavano la Rivelazione. Ampère, infatti, riteneva che:

«Tutti i tipi di prove si combinano in favore del Cristianesimo. Per vedere la verità, il metafisico necessita soltanto di esaminare il modo in cui la religione rivelata simultaneamente spiega la grandiosità e l’abiezione dell’uomo, e la comprensione ci viene data dalle relazioni di Dio con le sue creature e dalle intenzioni della Provvidenza». 

La ricerca scientifica e l’elettrodinamica

Nel 1805 iniziò ufficialmente la ricerca e la produzione scientifica di Ampère, il quale lavorò soprattutto su problemi relativi al calcolo delle probabilità, gli sviluppi in serie e l’applicazione del calcolo delle variazioni alla teoria del moto.

In quegli stessi anni, il fisico danese Hans Christian Oersted scoprì che una corrente elettrica circolante lungo un filo conduttore fosse in grado di far ruotare un ago magnetico. Tale esperimento dimostrava l’esistenza di analogie tra l’elettricità e il magnetismo. 

A partire da tale esperimenti Ampère diede inizio a delle indagini, le quali sfociarono nella costruzione di una nuova teoria fisica, l’elettrodinamica e, contemporaneamente, sollevarono inediti interrogativi sulla natura dei fenomeni elettromagnetici e sui rapporti tra elettrodinamica e teorie fisiche esistenti. 

Ampère produsse numerosi lavori sull’elettrodinamica, i quali gli permisero di ottenere, in seguito ai grandi successi riportati, la nomina a professore di fisica generale al Collège de France. 

Le sue ricerche culminarono nel 1825 con la redazione della Teoria matematica dei fenomeni elettrodinamici unicamente dedotta dall’esperienza, nella quale sintetizzò, sviluppò e sistematizzò tutti i risultati raggiunti. 

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