Le tombe occulte dei collegi cattolici in Canada a quanto pare non sono mai esistite

di Tommaso Cardinale, 11 giugno 2026

Neanche un osso è stato trovato in anni di ricerche. Già poco dopo lo scandalo mediatico  non si parlava più di bambini sotterrati ma di “probabili sepolture”.  Alla fine non ci sono state mai vere prove sulla presenza di resti umani nel terreno della ex Scuola Residenziale Indiana Kamloops, in Canada.

Il comunicato stampa: “215 children buried”

Il 28 maggio 2021 un comunicato stampa di Rosanne Casimir, capo della Prima Nazione Tk’emlúps te Secwépemc (una delle famiglie più importanti dei nativi dei territori canadesi), parlava del ritrovamento di 215 bambini seppelliti (215 children buried) nei terreni di proprietà della ex Scuola Residenziale Indiana Kamloops.

Questa dichiarazione diede il via al lutto nazionale in Canada e nel marzo del 2022 papa Francesco ricevette in Vaticano i rappresentanti dei nativi canadesi, impegnandosi in un viaggio penitenziale che si tenne dal 24 al 30 luglio del 2022.

Nel suo viaggio, papa Francesco parlò fermamente contro gli abusi dei colonizzatori perpetrati nelle Scuole Residenziali Canadesi (qui spieghiamo cosa sono), chiedendo perdono per le responsabilità della Chiesa Cattolica (non l’unica confessione cristiana coinvolta nelle gestione delle scuole).

È necessario ricordare come le politiche di assimilazione e di affrancamento, che comprendevano anche il sistema delle scuole residenziali, siano state devastanti per la gente di queste terre.

Dalla certezza alla probabilità

In questi anni non sono stati avviati scavi, per motivi molto vari all’interno di un processo di guarigione e di riconciliazione nazionale davvero complesso. Ma dal comunicato stampa di cinque anni fa a oggi si è passati da una certezza apodittica sul ritrovamento dei resti di 215 bambini a probabili siti di sepoltura non segnalati. 

Nel terzo anniversario del “ritrovamento”, tramite la pagina Facebook di Tk̓emlúps te Secwépemc, un organo di governo e rappresentanza dei nativi canadesi, Casimir ha infatti diffuso un secondo comunicato stampa, di aggiornamento sul tema, revisionando in maniera decisa la prima notizia:

Nel maggio 2021, con il supporto di un Ground Penetrating siamo stati in grado di rilevare il luogo di “probabili siti di sepoltura non segnalati” (probable unmarked burial sites) nel terreno della ex Scuola Residenziale Indiana Kamloops.

In questo comunicato non si parla quindi di resti di bambini, dati per certi tre anni prima, ma di probabili siti di sepoltura non segnalati, quindi delle probabili fosse comuni nel terreno della Scuola Residenziale.

Potenziali sepolture

Il 17 febbraio di quest’anno Rosanne Casimir ha diffuso un nuovo comunicato, di tre pagine, consultabile qui. Anche in questo comunicato, in cui si parla di “sepolture potenziali” (potential burials) è stata effettuata una revisione dei precedenti, nel quale si nota subito un voler “mettere le mani avanti”:

Il nostro annuncio (il primo) fu guidato dai ritrovamenti di esperti indipendenti, fatti e osservazioni, insieme alle storie tramandate a voce dai sopravvissuti dell scuole residenziali.

[...]

Come in ogni indagine, le circostanze evolvono man mano che le ipotesi vengono verificate, i dati controllati e nuove informazioni emergono.

[...]

Sebbene l’indagine si sia rivelata più complessa di quanto inizialmente pensassimo, stiamo facendo progressi e continueremo ad adattare le nostre metodologie e le informazioni disponibili man mano che il lavoro procede. Si spera di poter fare gli scavi nel 2027.

Come sottolineato originariamente in un esteso reportage di The Globe and Mail, noto giornale Canadese (che sembrerebbe aver modificato la frase, oggi consultabile solo in altri media che hanno ripreso la notizia): “Il fatto che siano stati commessi crimini contro i bambini indigeni nelle scuole residenziali per molti decenni non convalida automaticamente le affermazioni secondo cui centinaia di studenti sono stati sepolti in tombe non contrassegnate a Kamloops e in altre scuole residenziali”. Questa “è un’affermazione fuori portata, che richiede prove”. Che, dopo cinque anni di ricerche, non ci sono

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