
In Italia, la stragrande maggioranza dei giovani continua a desiderare una famiglia. E' quanto emerge dal report "Dai numeri alla realtà" della Fondazione Stati Generali della Natalità. Il sogno di sposarsi e avere figli non è affatto tramontato, ma oggi si scontra con ostacoli economici e sociali che ne rendono difficile la realizzazione. Secondo i dati raccolti nel dossier “Dai numeri alla realtà”, l’effetto protratto del rinvio della genitorialità si traduce spesso in una rinuncia definitiva. Otto donne su dieci che non hanno figli dichiarano che non è stata una scelta, ma una conseguenza di difficoltà oggettive.
Il desiderio familiare resta vivo, ma la precarietà lavorativa e il costo della vita comprimono ogni slancio. Il tasso di occupazione dei giovani italiani, anche includendo la fascia 15-39 anni, è il più basso d’Europa. Nel frattempo, l’età media al primo figlio si è spostata sempre più avanti: oggi le donne italiane diventano madri, in media, intorno ai 32 anni. Un giovane su tre tra i 16 e i 24 anni è a rischio povertà.
Più di due giovani su tre, nella fascia 18-34 anni, vive ancora con i genitori: non per scelta, ma per necessità. La mancanza di un reddito stabile, l’impossibilità di accedere alla casa e le incertezze sul futuro scoraggiano la formazione di nuove famiglie. In questo scenario, anche le donne si trovano spesso costrette a scegliere tra maternità e carriera. E nonostante gli sforzi, molte coppie rinunciano ad avere un secondo figlio per ragioni economiche.
Il paradosso italiano è evidente: mentre la natalità crolla e l’invecchiamento della popolazione avanza – nel 2050 ci saranno oltre 300 anziani ogni 100 giovani – non si riesce a sostenere chi vorrebbe mettere al mondo dei figli. Quasi la metà delle donne tra i 18 e i 49 anni oggi non ha figli, e il fenomeno dei “childfree” riguarda solo il 2% delle donne e il 3% degli uomini: per tutti gli altri, la mancata genitorialità è un fallimento, non una libera scelta.
Servono politiche strutturali, come quelle già attuate in Francia e Germania, dove la natalità ha conosciuto una ripresa grazie a investimenti continui nel sostegno alla famiglia. La questione demografica non è solo un’emergenza numerica, ma culturale: si tratta di restituire speranza e fiducia, perché i giovani tornino a pensare che il futuro sia un luogo abitabile.





